L’Avellino vince al “Partenio” per 2 a 0 contro la Fidelis grazie alle reti di Kragl e Plescia

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Rischia poco, costruisce però ancora meno in fase offensiva, perde con due reti al passivo entrambe propiziate da due errori individuali. E’ il racconto della Fidelis Andria sconfitta ad Avellino per la quindicesima volta in stagione, sempre più penultima in graduatoria e che ormai da undici gare non ha feeling con il successo. Quello che però deve davvero allarmare è l’assoluta sterilità offensiva che, contro un Avellino grandi firme ma decisamente ben imbrigliato per lunghi tratti del match, non permette praticamente mai di trovare la porta di Pane. Ma andiamo con ordine. Squadra campana da due giorni con in panchina il neo allenatore Gautieri e che stravolge il suo ideale tattico (il 4-3-3 di zemaniana impostazione) e sceglie un 3-5-2 con faro di centrocampo Aloi e tandem d’attacco affidato a Murano e Kanoute. Per Vito Di Bari, invece, un 4-4-2 con le pesanti assenze di Bubas e capitan Casoli squalificati. Ciotti a sinistra e Gaeta a destra a supporto di Sorrentino e Di Piazza tandem offensivo. Primo tempo avaro di emozioni che comunque sa riservare alcuni spunti interessanti.

Ci prova subito Aloi con un tiro centrale facile per Saracco. Molto più pericoloso il mancino di Murano dal limite, sfera sul fondo. La Fidelis però è molto ordinata con le catene esterne che funzionano bene specialmente a sinistra dove Nunzella e Ciotti non disdegnano le ripartenze. Monterisi taglia il campo invece da destra per l’inserimento di Sorrentino che da posizione defilata si vede deviare il suo cross in corner quarto per i biancazzurri in meno di venti minuti. Al 25’, poi, azione insistita dei padroni di casa con Tito a crossare per Kanoute bravo ad anticipare tutti per depositare la palla in rete ma la posizione dell’attaccante ivoriano è oltre la linea difensiva della Fidelis. Fuorigioco e gol non valido. Ma è il miglior momento dell’Avellino che spinge sull’acceleratore con le folate di Carriero, uno dei più propositivi dei suoi, conclusione alta dal limite. Ancora in spinta Tito da sinistra ed occasionissima con il colpo di testa del solito Kanoute, questa volta in posizione regolare, intercettato ancora dall’attento Saracco.

Dagli spogliatoi però torna una Fidelis decisamente più intraprendente e Di Piazza, sul filo del fuorigioco, scatta bene ma conclude debolmente tra le braccia di Pane. Ma quando sembra che la gara possa prendere una piega decisamente diversa passa l’Avellino. L’attento e decisivo Saracco, infatti, combina un pasticcio in uscita su cross di Carriero e la difesa biancazzurra non riesce a spazzare via con Kragl lesto ad anticipare tutti ed a segnare il suo primo gol in maglia avellinese. Nuovo infortunio però della difesa ospite, l’ennesimo di una stagione davvero complicata da questo punto di vista. L’Avellino allora, sulle ali dell’entusiasmo, prova a capitalizzare con il solito Kanoute che avanza palla al piede e calcia di poco sul fondo. Il neo entrato Plescia, invece, raccoglie di testa un cross di Ciancio ed impegna all’intervento decisivo Saracco. La replica andriese arriva poco oltre il 20’ con Risolo che piazza la palla sul palo più lontano dopo una azione insistita, sfera deviata in corner con una mano da Pane. Di Bari prova a dare più brio ai suoi con un triplo cambio ma è Kanoute al 25’ a colpire un clamoroso palo nel cuore dell’area di rigore con un tiro ravvicinato. La gara si spegne completamente qui con palla in modo sterile tra i piedi della Fidelis ed Avellino sempre alla ricerca della profondità in contropiede. In pieno recupero però i biancazzurri non riesco a spazzare via la palla e Plescia vince il duello con Riggio che lo tocca in area. Per il direttore di gara è calcio di rigore trasformato perfettamente dallo stesso attaccante campano.

E’ la parola fine sul match con una Fidelis che proprio non riesce a trovare una scossa in una stagione sin qui davvero avara di soddisfazioni. Meglio l’intensità ma troppo lenta l’impostazione sempre prevedibile e mai realmente ficcante. Così i biancazzurri restano penultimi in classifica mantenendo le distanze inalterate dalla Vibonese ma con la salvezza diretta ormai lontanissima ed una zona playout che continua ad allungarsi. Martedì subito in campo contro la Virtus Francavilla prima del ritorno al “Degli Ulivi” contro il Taranto.

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