Matteo Ricci, con la stessa qualità di sempre

Alla domanda circa i calciatori cui assegnare la palma di rivelazione del campionato di Serie A 2020-2021, una menzione la meriterebbe senza ombra di dubbio Matteo Ricci che prima di aver raggiunto la salvezza in massima serie con lo Spezia, aveva incantato e sorpreso in Serie BKT sempre alla corte dell’ottimo Vincenzo Italiano. Nel club ligure Ricci era il direttore d’orchestra, così importante nel gioco da guadagnarsi la chiamata e l’esordio nella Nazionale allenata da Roberto Mancini.

Matteo Ricci è decisamente un calciatore che non ha mai smesso di credere, per restare in tema. Una dote, la perseveranza, che ha storicamente unito il suo talento esclusivo decisamente superiore alla media e di un percorso polveroso, partito da una valle pianeggiante e giunto in cima alla montagna denominata Coverciano, dove si ritrovano gli scalatori della Nazionale italiana.

Cresciuto nel settore giovanile della Roma, dove ha condiviso giornate, sogni e fatiche con il gemello Federico, Matteo avrebbe potuto essere un nuovo caso di enfant prodige tanto del vivaio giallorosso quanto del calcio italiano. Pupillo di Luis Enrique nel corso della sua esperienza da allenatore dei capitolini, fu proprio l’attuale CT della Spagna a portare in panchina il centrocampista classe ’94 con “i grandi”, oltre a fornirgli suggerimenti utili per il calcio e la vita: “Mi diceva: Matteo, non devi rafforzarti le spalle, ma la testa. I muscoli non sono così importanti’. Era all’avanguardia, era in anticipo sui tempi. Mi ha aiutato tanto”.

La testa ha giocato un ruolo fondamentale nell’evoluzione della carriera di Matteo, passato dai sogni di gloria con la Roma alla necessità di fare il giro un po’ più lungo e largo, quello della gavetta: Grosseto, Carpi (prima esperienza in Serie B senza mai essere utilizzato in partita), Pistoiese, Pisa (dove vince i playoff contro il Foggia al cospetto di mister Gennaro Gattuso), poi l’approdo in cadetteria, categoria che conosce e vive con Perugia e Salernitana, ma si riaffaccia al grande pubblico con il già menzionato Spezia di Italiano. Con gli aquilotti arriva anche il tanto desiderato approdo in Serie A, dove gioca e convince con la stessa personalità e qualità di sempre, arrivandosi a guadagnare l’onore di vestire la maglia della Nazionale italiana.

Terminata la stagione, arrivano mesi difficili per Matteo, che vive un’inaspettata fase incerta della propria carriera, tra proposte che non rispettano lo status raggiunto e una miope dimenticanza di quanto fatto dal ragazzo da parte del grande calcio.

A puntare su di lui è il Frosinone, che lo riporta in Serie BKT con mister Fabio Grosso che gli ha da subito affidato le chiavi del centrocampo ciociaro.

Due gol, quattro assist innumerevoli giocate deliziose in cui ha dimostrato di essere un giocatore più che importante. Una su tutte nella memoria dei calciofili resterà l’assist fantascientifico fornito a Zampano nonostante la perdita di equilibrio, nel match poi perso contro il Como, in cui Ricci trova una traccia al di fuori della portata dei calciatori comuni.

 

Inserimenti che solo Matteo Ricci può vedere ?

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— Lega B (@Lega_B) June 28, 2022

Qualitativo e volitivo, deciso ma senza perdere eleganza: Matteo Ricci ha dimostrato che non esistono notti interminabili per chi ha voglia e speranza di attendere l’alba.

 



Fonte: LEGA BTK – legab.it

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