B come Bari e Barreto 

Simbolo indiscusso dell’ultima Serie B vinta dal Bari, Paulo Vitor Barreto rappresenta per i tifosi biancorossi uno dei calciatori più amati di quel biennio magico tra il 2008 ed il 2010.

Il nativo di Rio de Janeiro arriva in Italia a 13 anni quando il Treviso lo preleva da una squadra giovanile della città del Cristo Redentore. Nel 2004-2005 il giovane attaccante contribuisce con 14 reti all’ottima stagione dei bianco azzurri culminata con la promozione in Serie A. Per Barreto si aprono le porte della massima serie e della Champions League con l’Udinese che decide di puntare forte su di lui.

È l’alba della stagione 2008-2009 ed i biancorossi si apprestano a disputare il campionato di Serie BKT con Antonio Conte in panchina.

Tra i tanti calciatori arrivati dal calciomercato estivo spicca il nome del brasiliano che dopo le 17 reti dell’anno precedente al suo ritorno al Treviso, si candida ad un ruolo da protagonista. Per i pugliesi, quella, sarà una stagione da favola: con un calcio bellissimo il Bari incanta tutta la Serie BKT vincendo il campionato con 80 punti.

Capocannoniere di quella squadra è proprio Barreto: 23 reti. Rapido, agile e tecnico, il brasiliano trova a Bari l’habitat perfetto per sfoggiare le sue caratteristiche. Il gioco di Conte esalta le sue peculiarità e l’attaccante diventa devastante per le difese cadette che fanno fatica ad arginarlo. Ad Ancona sigla la sua prima tripletta in carriera ed il numero finale di gol sarà inferiore solo ad una leggenda della Serie BKT come Ciccio Tavano che si aggiudicherà poi il titolo di capocannoniere con 24 marcature.

Il Bari torna in Serie A e l’entusiasmo nel capoluogo pugliese è incredibile: nonostante l’addio di Conte in estate, i mesi che separano la fine e l’inizio delle due stagioni vengono vissuti dai tifosi biancorossi con tantissima voglia di confrontarsi sul massimo palcoscenico. In panchina arriva “Mister Libidine” Gian Piero Ventura, che riesce nell’impresa di fare meglio rispetto all’anno precedente.

Il Bari gioca a calcio, lo fa con idee e lo fa benissimo: Barreto, nel mosaico perfetto di Ventura, è il terminale offensivo atipico che lega la squadra e segna tantissimo. Le marcature a fine stagione in Serie A saranno 14 con annesso un record nella storia dei Galletti in massima serie: 8 gare consecutive a segno, dato mai toccato da nessun attaccante del passato biancorosso e tra i migliori di tutti i tempi in Serie A.

Nella stagione e mezzo in massima serie l’attaccante si toglie la soddisfazione di fare gol a Napoli (con trenino annesso), Juventus, Milan e soprattutto Inter (doppietta) che di lì a pochi mesi avrebbe poi messo a segno il leggendario Triplete. Gli spalti del San Nicola intonano: “E Barreto fa gol” e la storia d’amore tra la piazza ed il calciatore scoppia in modo definitivo, passionale, puro e duraturo.

Bari è l’isola felice di Barreto che per due stagioni (più una terza condizionata da molti problemi fisici) gioca e pensa da grande attaccante, vivendo in simbiosi con una città che gli entra nel cuore. Le reti in totale con la maglia biancorossa al termine della sua avventura saranno 43: alcune di pregevolissima fattura come quelle che arrivano “giocando” sul filo del fuorigioco ed usufruendo di un professore coi piedi come Leonardo Bonucci che, libero di poter impostare e di giocare in verticale, si rende protagonista di molti assist al brasiliano, compagno già ai tempi del Treviso.

Barreto rende al massimo con tutti i partner d’attacco di quel tempo formando con Meggiorini, nello scacchiere di Ventura, una coppia che s’intende ad occhi chiusi tra tagli, veli, triangoli e palloni smistati sulle rapidissime fasce biancorosse.

La Serie BKT vinta con Conte, la Serie A da top player con Ventura ed il legame con la città: Barreto ed il Bari sono uniti da una storia d’amore romantica, intensa e nostalgica.

 

 

Fonte: LEGA BTK – legab.it

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