Lo scrigno dei ricordi :”La Gradinata di Taula”

La “Tribuna ti Taula” gremita.

Nardò 23 settembre 2022

Ci sono diapositive che il tempo non riesce a sedimentare. Fanno parte della giovinezza, e quella, si sa, resta perenne nei pensieri, perché legata all’età più bella. I  nati negli anni ’60, ’70 e ’80 sono stati gli ultimi ad essere cresciuti dalla strada, avulsi a quella tecnologia che oggi “incatena” e virtualizza. Il pallone e “lu campu” sono stati appuntamento fisso per ritrovo e giochi. La domenica “sacra” non solo “pi li cose ti Diu”. Il campo era il nostro parco giochi, l’area protetta nella quale liberare la “prigionia” del mattino a scuola. E quel parco giochi aveva un’attrazione unica: “la Gradinata ti Taula”. Alzi la mano chi non l’ha sfidata, alzi la mano chi, nel più estremo funambulismo e con gesti da far invidia al più bravo dei contorsionisti, non l’ha scalata, abbarbicandosi all’ultimo scalone, naturalmente salendo da dietro. Ogni tanto qualcuno ci rimetteva qualche articolazione, ogni tanto qualche frattura faceva capolino. Chi invece rimaneva semplicemente ferito aveva una doppia possibilità: o il bacio toccasana della mamma che rimetteva subito e miracolosamnete  in sesto (ma dopo urla e improperi per indumenti irriconoscibili), oppure un sonoro sganassone a mo’  di lezione che, ovviamente, non andava a buon fine, perché il giorno dopo si era di nuovo lì. La “Gradinata ti Taula”, raggiungibile se aperto il portone su Via XX settembre, oppure scalando il muro di recinzione lato Via Santa Maria del Ponte (che allora non esisteva), infine dal cancello di comunicazione che separava la tribuna dalla gradinata. Costruita molto probabilmente con la promozione della squadra in serie C, negli anni ’60, diventò ben presto popolare.  In barba alle più elementari norme di sicurezza, roba che oggi farebbe schizzare sulla sedia il più raccomandato degli ingegneri. Col tempo i gradoni in legno hanno pagato dazio ai fenomeni atmosferici (“craulisciati” insomma), e fra le sedute si sono aperte vere e proprie pericolosissime voragini, oltre ai montanti che via via si sono arrugginiti. Ma nessuno ha mai pensato di bloccare il tracimante entusiasmo domenicale che si levava da quel settore. Lì sono nate le prime manifestazioni ultras di casa nostra, con tamburi improvvisati sotto le mentite spoglie di bidoni in rame. Lì salivano spontanei gli incitamenti con i tifosi a battere i piedi sui gradoni, simil carica dei bisonti nel vecchio west. Lì vi era la corsa ad accaparrarsi il posto migliore, esattamente dietro la porta e col dischetto del rigore nascosto dalla traversa. Quanti ricordi nella cara, vecchia “tribuna ti taula”. Ci ha accompagnati per anni, ha vissuto tante battaglie, ma ciò che il tempo e le norme hanno rosicchiato non potrà mai prendere il posto in fondo al cuore, perché, appunto, ci sono diapositive che il tempo non riesce a sedimentare.

Fernando Pero

Una sezione dello stadio sempre tracimante di passione.

Nascono i primi movimenti ultras

Anni ’70. Aspettando la partita.

I tifosi prendono posto a pochi minuti dall’inizio del match.

Una visione d’insieme.

Fonte: Nardò Official site

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