Real Siti-Manfredonia 2-2 con un pareggio all’ultimo respiro

La gara è terminata 2-2. Al vantaggio biancoceleste firmato dal barlettano Lattanzio, seguiva il pareggio firmato da Bayo Sar su calcio di rigore. La risposta del Manfredonia non si faceva attendere e Triggiano firmava il 2-1 ma all’ultimo minuto Fernandez stoppava la gioia ai sipontini, segnando il gol del 2-2 finale.

Ai microfoni arriva, seppur telefonicamente, mister Giuseppe Lopolito del Real Siti che commentava così la gara: “Il risultato parla chiaro, è stata una grande gara e ciò che ci ha salvati è stato e non volerci arrende mai. Questi ragazzi, per la maggior parte arrivati quest’anno, vengono da lontano e hanno voglia di far crescere questa società. Abbiamo in mente un grande progetto. Il Manfredonia ha un grande organico e lo ha dimostrato anche contro di noi, quindi questo 2-2 all’ultimo minuto mi ha confermato le impressioni iniziali su di loro”. Riguardo le scelte tattiche, afferma: “Ritengo che la mia squadra sia fondamentalmente offensiva e nonostante la giovane età del gruppo credo che la loro incisività sia abbastanza potente da poter affrontare le difese avversarie di questo girone, poiché non è detto che l’esperienza sia tutto in campo. Il calcio è uno sport spontaneo e come tale va preso”.

Anche il giovane barlettano Daniele Lattanzio reduce della Fidel Andria e autore della prima rete concede dichiarazioni, seppur con aria immotivatamente schiva: “E’ stata una gara organizzata bene, credo che possiamo definirci dominanti nei novanta minuti. Ci hanno messo in difficoltà, è vero, però questa è stata la prima gara ufficiale (in precedenza solo amichevoli, ndr) ed abbiamo potuto testare anche la nostra compattezza. Ne è venuto fuori un bel gioco di squadra. Il mio gol? Sono stato bravo a seguire il tiro del centrocampista e l’ho messa dentro, non potevo sbagliare. Questa piazza mi ha accolto benissimo, soprattutto la squadra. Vito Morra, che conoscevo in precedenza, per me è come un fratello maggiore e mi dà ottimi consigli”.

Peraltro, anche lo spagnolo Gino Fernandez, classe 2002, (svoltasi interamente in spagnolo, ndr) che ha messo a segno la rete del pareggio dichiara: “Ho contribuito al gioco collettivo. Ho saputo “vincere” il duello con il portiere, ma non credo sia tutto merito mio, però importante sarà la sfida di ritorno. È la prima volta che gioco così lontano da casa e ciò, stranamente, mi fa sentire più unito alla mia famiglia. Come prima gara in assoluto in Italia, posso ritenermi più che soddisfatto. Paura degli avversari? Direi che un pò è normale, fa parte della gara, essere troppo sicuro di sé fa peccare di presunzione, bisogna temere qualsiasi squadra senza, però, sentirsi inferiori, anche perché hanno saputo farci faticare e sarebbe da immaturi sottovalutarli, ciononostante noi vogliamo mostrare il nostro impegno e valore”. 

Por otra parte, también el español Gino Fernández, clase 2002, (realizado íntegramente en español, ed) que corrió por el empate: “Aporté al juego colectivo. Pude “ganar” el duelo con el portero, pero no creo que sea todo mérito mío, pero lo importante será el partido de vuelta. Es la primera vez que juego tan lejos de casa y eso, curiosamente, me hace sentir más cerca de mi familia. Como la primera carrera en Italia, puedo estar más que satisfecho. ¿Miedo a los oponentes? Diría que es un poco normal, es parte de la carrera, estar demasiado seguro de uno mismo nos hace sentir presuntuosos, debemos temer a cualquier equipo sin sentirnos inferiores, también porque supieron hacernos trabajar duro y sería inmaduro subestimarlo, sin embargo queremos mostrar nuestro compromiso y valor”. 

Il match di ritorno si giocherà allo stadio di Monte S. Angelo (per gli stessi motivi per cui alle prime gare dell’anno scorso toccò  la stessa sorte, ndr) e, dopo una sfida così equilibrata, non sarà così facile formulare pronostici.

Michela Rinaldi

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