di Danilo Sandalo

Un Lecce “bello di notte” si regala il secondo punto della stagione pareggiando per 1-1 contro il Napoli allo Stadio Diego Armando Maradona.
Una gara strepitosa quella giocata dai ragazzi di mister Marco Baroni, fatta di grande temperamento e carattere e, se dobbiamo dirla tutta, il risultato ottenuto potrebbe anche risultare stretto per quanto dimostrato dai giallorossi.
Un Lecce che quindi va via via confermandosi, dimostrando di aver ampiamente superato l’ impatto emotivo con la massima serie, che a nostro avviso in realtà è durato circa 10 minuti, ossia quelli iniziali della prima gara di campionato contro l’ Inter di Simone Inzaghi. Per il resto la squadra ha sempre dimostrato non solo di potersela giocare con chiunque ma di non avere complessi di inferiorità nei confronti di nessuno, lottando e rispettando ogni avversario, ma allo stesso tempo consapevole di potercela fare.
Alla vigilia mister Baroni aveva realisticamente affermato che a Napoli anche una gara perfetta sarebbe potuta non bastare, ma che bisognava provarci comunque. E così è stato, purtroppo non è bastato ridurre gli errori ai minimi termini per vincere, perchè il Lecce di ieri avrebbe meritato ben più di un pareggio per la voglia, l’ orgoglio, la spigliatezza e la determinazione messa in campo, al contrario di un Napoli svogliato e un pò troppo snob che forse ha sottovalutato l’ avversario o semplicemente ha dimostrato di non essere ancora la grande squadra che tutti vorrebbero.
Il Lecce si presenta al “Maradona” con due novità assolute in formazione: l’ esordio del nuovo arrivato Pezzella in difesa, mentre in attacco la novità è rappresentata dall’ ex milanista Colombo.
Proprio quest’ ultimo diventa il protagonista della gara: al 25′ del primo tempo Ndombèlè atterra Di Francesco e per l’ arbitro non ci sono dubbi sull’ assegnazione del calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Colombo che spiazza Meret, ma il direttore di gara fa inspiegabilmente ripetere. Ci riprova ancora il numero 9 salentino che però questa volta trova il portierone azzurro insuperabile come il tonno che gli sbarra la porta.
“Gol sbagliato, gol subito” recita un antico proverbio calcistico e di fatto non viene assolutamente smentito: passano infatti appena due minuti dal penalty sbagliato dal Lecce ed i partenopei passano in vantaggio con Elmas lesto e bravo a incunearsi nella difesa giallorossa e sfruttare al meglio un assist di Politano.
Potrebbe essere l’ inizio della fine per i ragazzi di Baroni, invece la ripartenza del Lecce avviene in maniera sciolta e senza condizionamenti, continuando a dimostrare quanto di buono fatto vedere fino a quel momento.
Il gol sembra nell’ aria per i giallorossi e potrebbe arrivare all’ improvviso, da un momento all’ altro e di fatto così avviene: al 31′ Colombo fa partire un bolide dai 25 metri che fulmina letteralmente l’ incolpevole Meret e si insacca all’ incrocio dei pali, riscattandosi così del rigore fallito pochi minuti prima.
Nel secondo tempo Spalletti cerca soluzioni per portare a casa il risultato e lascia fuori Raspadori e Ndombèlè per Zielinski e Lobotka e poi Elmas per Kvaratskhelia, mentre nel Lecce è Gonzalez a prendere il posto di Helgason.
L’ ingresso del georgiano dona un pò di vivacità all’ attacco azzurro ma senza particolari sussulti, grazie anche ad una grande organizzazione della retroguardia leccese che in maniera ordinata e senza affanni riesce a contenere gli affondi dei napoletani.
Termina pertanto 1-1 una gara nella quale i salentini potrebbero recriminare per non aver ottenuto il risultato pieno, ma il calcio è anche questo e rimane la soddisfazione di aver pareggiato contro una delle pretendenti allo scudetto, in uno stadio che ha fatto la storia del calcio mondiale e che oggi è intitolato al più grande calciatore di tutti i tempi.
Tutto questo non può rappresentare una magra consolazione ma la consapevolezza di poter dire la propria in un campionato difficilissimo come quello italiano dove il Lecce potrebbe recitare il ruolo di autentica “mina vagante” pronto a sorprendere lo stivale intero, ma mai se stesso!

(Per la concessione de l’ immagine di copertina si ringrazia il signor Giulio Quintana, autore dello scatto)

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