di Danilo Sandalo

Termina in parità l’ anticipo della 13° giornata di campionato tra Udinese e Lecce grazie alle marcature di Colombo per i salentini al 33′ minuto del primo tempo e di Beto al 68′ minuto della ripresa.
Un risultato che non premia nessuna delle due in modo completo e che a dirla tutta forse penalizza un pochino proprio i giallorossi che, almeno fino al gol del pareggio friulano, avevano dominato in lungo e largo la partita, rispondendo sul campo e con i fatti alle critiche dei soliti pseudo tifosi social che in settimana spesso amano improvvisarsi esperti in materia prodigando giudizi, sentenze e soluzioni a vanvera e senza senso, incoraggiati (per non dire aizzati) anche da una certa stampa meschina e di scarsa qualità che di tutto potrebbe parlare (e infatti lo fa!) tranne che di sport e calcio in particolare.
Il Lecce visto ieri dimostra ancora una volta grandissima maturità, non solo per la prova offerta e per il fatto di essere all’ altezza di una categoria molto competitiva, ma soprattutto per aver dimostrato di essere un gruppo solido e compatto abbastanza distante dalle chiacchiere del momento.
Un Lecce che ha dominato la gara colpendo anche due legni, con Strefezza in apertura e con Gallo sul finire della prima frazione di gioco, che gli avrebbero permesso di poter andare al riposo con un doppio meritato vantaggio.
Nella ripresa un leggero calo ha consentito ai ragazzi di Sottil di agguantare il pareggio e poi di provare a inseguire la vittoria, ma trovano sulla loro strada un super Falcone sempre attento e sicuro a difendere la propria porta ed il risultato.
Insomma possiamo ampiamente affermare che il Lecce di ieri ha dato definitivamente un calcio alle critiche e, anche se la vittoria non è arrivata, il punto conquistato vale tanto come risposta a tutti gli addetti ai lavori (e non) che nei giorni scorsi chiedevano la testa di mister Marco Baroni senza produrre un minimo di alibi tecnico, ma soprattutto senza tener conto oggettivamente delle condizioni in cui si sta svolgendo il campionato (considerando il mondiale di mezzo), di come sia stata allestita la squadra sia per tempistiche che per possibilità economiche e del livello medio di età della stessa che è la più giovane della categoria, elementi non da poco che se considerati permetterebbero a tanti addetti di non esprimersi “Ad capocchiam”, come avrebbe detto il professor Franco Scoglio, ma si sa che le parole sono del vento ed i fatti son quelli che alla fine fanno la differenza e i ragazzi, mister compreso, ieri lo hanno fatto vedere.

(L’ immagine di copertina è tratta da Wikipedia)