Il pronunciamento del Collegio di Garanzia del Coni ha sancito l’incompatibilità di chi aveva già giudicato il club nella sentenza dello scorso gennaio. Si riparte dalla revocazione e dal ritorno di Chinè
L’obiettivo è arrivare prima della fine della stagione alla nuova sentenza della Corte d’Appello Federale, accorciando tempi che norme alla mano sarebbero potuti invece arrivare ben oltre, tra i 30 giorni entro cui il Collegio Garanzia deve consegnare le motivazioni e il paio di settimane che potrebbero volerci poi per fissare la nuova udienza di secondo grado in sede Figc. Ma i nodi della terza volta della Juventus davanti alla Corte d’Appello Federale sempre per il medesimo filone plusvalenze – la prima il 27 maggio 2022 col proscioglimento, la seconda il 20 gennaio 2023 con la penalizzazione al club e le inibizioni ai dirigenti – vanno anche oltre le tempistiche, dal perimetro del giudizio a chi sosterrà l’accusa fino soprattutto alla composizione della corte.
