Taranto, Miceli: “Gruppo meraviglioso. Abbiamo superato le difficoltà insieme”


Il difensore del Taranto, ma di proprietà della Turris, Mirko Miceli è intervenuto ai microfoni di Tmw Radio per parlare dell’annata degli uomini di Capuano.

Quanto è stato importante nel tuo percorso lavorare con Eziolino Capuano?

“Io il Mister lo avevo avuto già a San Benedetto, mi ha aiutato tanto e mi ha fatto crescere sia dal punto di vista tattico che dal punto di vista della personalità”.

Come giudichi la tua stagione?

“Io sono arrivato da Torre Del Greco, dove ero finito per giocare poco, ma a Gennaio ho avuto la fortuna di trovarmi a Taranto, grazie al mister che mi ha voluto. Il nostro è stato un cammino interessante. Peccato per la penalizzazione, arrivando secondi magari avremmo avuto degli incroci diversi ai playoff”.

Guardando giocare il Taranto quest’anno si notava una grande unità d’intenti. Che gruppo hai trovato al tuo arrivo?

“Il gruppo incide molto nella stagione di una squadra. Quello di Taranto è un gruppo meraviglioso, fatto di bravi ragazzi e di ottimi calciatori. Abbiamo sempre superato insieme le difficoltà. Per il futuro sono in attesa di capire quel che accadrà. Vedremo se il Taranto deciderà di riscattarmi o meno”.

Ai playoff vedi qualcuno di favorito in questo momento?

“All’inizio dei playoff speravo di non affrontare subito il Vicenza, che invece abbiamo incrociato. Benevento, Avellino e Vicenza sono comunque tutte squadre molto forti”.

L’altra mina vagante è la Carrarese, allenata da Mister Calabro. Tu lo hai avuto a Francavilla, che tecnico è?

“Proveniva da qualche annata complicata, a Carrara si è riscattato e sta facendo benissimo. È subentrato sicuramente in una squadra forte e amalgamata, ma c’è sia la sua mano che quella del suo vice Giuseppe Padovano”.

Dell’esperienza con la Sambenedettese cosa ti porti dietro?

“A San Benedetto ho vissuto un’esperienza bellissima, ho creato anche tanti legami. È una città in cui si vive di calcio e la porterò sempre nel cuore. Merita di ritornare nel calcio che conta”.

Ad Avellino invece hai vissuto uno solo anno, giocando tra l’altro insieme ad Alberto Dossena, ora perno difensivo del Cagliari.

“Già all’epoca si vedeva che era forte. Dopo Marzo mi ha rubato il posto, ma già all’epoca era un ottimo ragazzo e un ottimo giocatore. Ad Avellino ho fatto un solo anno, e l’unico rammarico è di non aver visto lo stadio pieno per colpa del Covid. Lì in ogni caso è nato mio figlio e ho indossato la fascia da Capitano, che rappresenta per me ancora un grande onore”.

Quanto stai vedendo in crescita il movimento Serie C?

“Ormai in Serie C ci sono piazze da Serie A, importanti anche a livello di popolazione. Di squadre blasonate ce ne sono tante, ormai ci si trova a giocare con calciatori che hanno fatto categorie superiori”.

Fonte:TuttoC.com

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