Il Lecce ci prova, ma è il Milan a risorgere: prima gioia per Allegri

di Danilo Sandalo

Non è bastato il grande entusiasmo del “Via del Mare” per permettere al Lecce di aver ragione del Milan di Massimiliano Allegri che riesce a passare con il risultato di 2-0, riuscendo a ritrovare il sorriso e la serenità dopo la sconfitta interna della settimana scorsa all’ esordio a San Siro contro la Cremonese.
Il Lecce dal canto suo è stato piuttosto volenteroso ma sicuramente poco incisivo, con il giovane Camarda che ancora una volta non è riuscito a dare concretezza all’ attacco giallorosso e uscito anzitempo per una botta la testa.

PRIMO TEMPO – Nel primo tempo il Milan si presenta con il tridente formato da Loftus-Cheek, Saelemaekers e Gimenez ma è Gabbia al 3′ minuto a sbloccare il risultato con un gran colpo di testa che termina in rete, ma l’ arbitro annulla su revisione del VAR.
Al 35′ è Falcone a rendersi protagonista opponendosi a Loftus-Cheek, mentre al 48′ è Gimenez a sprecare una ghiotta occasione per portare il Milan in vantaggio.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre con il Milan in gol al 59′ con Gimenez, ma ancora una volta è il VAR ad essere protagonista annullando la marcatura del calciatore messicano. E’ Solo il preludio al vantaggio che arriva al 65′ con Loftus-Cheek.
Al 76′ è il nuovo arrivato in casa giallorossa, Stulic, a rendersi pericoloso e chiamare Maignan a un goffo intervento deviando il pallone in angolo, ma sul capovolgimento di fronte è ancora determinante la presenza di Falcone che si oppone con una gran parata a un tiro di Ricci.
All’ 85′ è ancora il Milan ad andare in gol con Pulisic chiudendo definitivamente il discorso e mettendo in cassaforte il risultato.

Per il Lecce una gara generosa e volenterosa, come affermato già in apertura di articolo, ma ci sarà da lavorare sia dal punto di vista tattico e dei posizionamenti per non incappare in futuro in errori già visti, sia per quanto riguarda l’ integramento dei nuovi arrivati, su tutti il serbo Stulic a cui si chiede, senza nascondersi troppo, di raccogliere l’ eredità di Krstovic permettendo al giovane Camarda di poter crescere con serenità e non sentire sulle proprie spalle il peso e la responsabilità di tutto il reparto offensivo che alla sua età possono produrre prestazioni sterili, così come successo nelle prime due gare di campionato.

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