Che Adams regala la vittoria al Torino contro un Lecce inconcludente e senza spina dorsale

di Danilo Sandalo

Il solito Lecce inconcludente che potremmo definire “tutto fumo e niente arrosto” cede al Torino dell’ ex allenatore giallorosso Marco Baroni.
Una gara nella quale i giallorossi di Di Francesco hanno macinato tanto senza produrre praticamente nulla, eccezion fatta di sporadici episodi come i tiri di Coulibaly, Ramadani e Gandelman nel primo tempo sui quali si è comunque ben disimpegnato Paleari, ed il palo colpito da Banda nel finale di gara, anche se va detto che il calciatore giallorosso era in fuorigioco.
Il Torino dal canto suo ha giocato una partita onesta, senza grandi exploit, ma sempre attento a coprire gli spazi e ripartire, provando a colpire il Lecce esattamente in “stile” Baroni.
Fatto sta che questo approccio da parte dei granata ha permesso al Torino di poter conquistare tre punti fondamentali per la classifica ma anche per il morale.
Il gol dei granata è arrivato al 29′ minuto del primo tempo con Che Adams che ha sfruttato al meglio un cross di Vlasic per battere l’ incolpevole Falcone.
A proposito di Falcone, ancora una volta il portiere romano ha offerto una prova superlativa dimostrando tutto il suo valore, ma soprattutto tenendo in gara il Lecce.
Da antologia la parata su Zapata che a due passi dalla porta calcia con tutta la sicurezza del caso ma trova il portiere romano che come un gatto si distende e dice no all’ attaccante colombiano.

Nonostante tutto i giallorossi non ne hanno approfittato per mettere in campo lo stesso mordente e tenacia dimostrata dal loro capitano per poter giungere al pareggio.
Dello stesso parere anche Di Francesco durante le interviste post gara che ha definito la sua squadra “senza cattiveria” e non possiamo che fargli eco, ma non possiamo neanche esimerci dal chiedergli come mai accade tutto questo e come mai non sia riuscito a trasmetterla, ammesso che sia una condizione indispensabile del suo credo.
E’ evidente quindi che bisogna lavorare sulle motivazioni e sulla psiche della squadra perchè con il Torino, come in altre circostanze, è mancata più che mai quella verve agonistica che può fare la differenza, quella voglia matta di vincere e di dimostrare di essere in grado di farlo, quella necessità di mettere “il cuore oltre l’ostacolo” come si diceva una volta in gergo calcistico.
Invece a un certo punto della gara è venuto fuori quasi un atteggiamento generale di sufficienza, dal quale si percepiva chiaramente che questa partita difficilmente sarebbe stata recuperata.
Per fortuna c’è sempre l’ eccezione contraddistinta da Wladimiro Falcone il quale, nonostante il ruolo, al quarto minuto di recupero è andato ugualmente in area di rigore avversaria per provare a riacciuffare il risultato.
L’ analisi che ne emerge potrebbe essere quella che il Lecce sia stato privato, non solo dei senatori, ma proprio di elementi che hanno quella voglia incondizionata di lottare (vedi Baschirotto) e che con il loro esempio riescono a trasmetterlo anche ai compagni spostando talvolta degli equilibri.
E’ chiaro che la nostra analisi lascia il tempo che trova e che le soluzioni le debba trovare necessariamente l’allenatore allo stesso modo di come abbia individuato il problema.

Nel prossimo turno il Lecce affronterà in casa l’ Udinese mentre il Torino sarà ospite della Fiorentina, altra compagine in crisi, e che attualmente si contende con il Lecce il quartultimo posto (con i viola che allo stato attuale si trovano ancora un punto sotto i salentini).

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