Il siciliano Vincenzo, che fu paragonato a Rivera e a Platini e giocò con alterne fortune con Inter e Torino, fu il capostipite di una serie di figli di immigrati italiani che illuminò il calcio negli anni Ottanta-Novanta. Nessun fuoriclasse ma tanti buoni giocatori che lasciarono il segno
Vincenzo Scifo – che oggi 19 febbraio festeggia i 60 anni – è stato il paisà più talentuoso degli anni 80: giocava un calcio di geometrie pulite, era elegante e compassato e persino nell’acconciatura – il ragazzo si impomatava di gel come il Ralph Macchio di Karate Kid – c’era la volontà di marcare uno stile. Figlio di Agostino e di Alfonsina, siciliani di Aragona, in provincia di Agrigento, che negli Anni 50 – quando le miniere di zolfo avevano chiuso – erano partiti per altre miniere e altre oscurità, verso La Louvière, in Belgio; Vincenzino aveva con il pallone il rapporto confidenziale che i bambini hanno con un…
