Ogni successo di altre discipline non deve trasformarsi in un processo permanente: il calcio merita un’analisi profonda e distinta dalle relazioni con altri sport, altri atleti e nuove medaglie
Salviamo il calcio dal paragone. Stile narrativo di pochezza evidente – un ragionamento di rinterzo, quasi un parlar d’altro. Ma un’epoca che volge alla superficialità e un Paese che si misura per il dosaggio della polemica non possono sottrarsi al gioco (al massacro): vincono i tennisti, e subissimo si marcano le differenze con il calcio. Vincono pallavoliste e pallavolisti: imparasse, il calcio. Vincono i nuotatori e le nuotatrici, gente che ci dà dentro, testa sotto il pelo dell’acqua, mica il calcio. Ci abbuffiamo di medaglie “invernali”, sciando e pattinando e sparando e buttando il corpo nelle strette piste ghiacciate: ah, che atleti, se li avesse il calcio.
