di Danilo Sandalo
Nell’anticipo serale della 34° giornata di campionato il Lecce riesce a strappare un punto al Bentegodi di Verona contro un Hellas virtualmente retrocesso che però non ha regalato nulla, come giusto che sia, e che ha dimostrato anche qualcosina in più rispetto agli avversari.
Nonostante questo la gara è stata abbastanza macchinosa e priva di spunti interessanti e per lunghi tratti non ha rispecchiato la categoria che occupano entrambe le compagini, pur tenendo presente il basso livello generale del campionato italiano.
Una partita che per farla breve è stata quasi l’anti calcio, senza nessuna occasione degna del livello di professionismo, senza idee e quasi senza mordente, cuore e grinta.
E se per gli scaligeri questo potrebbe essere quasi una giustificazione, vista la posizione in classifica e l’ormai imminente retrocessione che comporta un morale e degli stimoli abbastanza bassi, per i giallorossi questo non è tollerabile perchè si stanno giocando una salvezza che ad oggi è a portata di mano.
Nessuno mette in discussione l’impegno profuso da Ramadani e compagni però quella condizione di mettere il cuore oltre l’ostacolo manca decisamente e si vede.
Da cosa possa dipendere questo non ci è dato saperlo, ma il mister sicuramente dovrebbe provare a invertire questa tendenza in ogni modo possibile perchè a quattro giornate dalla fine a fare la differenza sarà soprattutto il carattere e la personalità che si dimostrerà di avere scendendo in campo al di là di ogni tatticismo o qualità dell’avversario di turno.
A questa squadra manca quella condizione e mentalità che in Sud America viene definita con il termine “Garra” che diviene un valore indispensabile per non dire fondamentale affinchè si possano vincere partite come quella di ieri e raggiungere un obiettivo.
Purtroppo per lunghi tratti, forse per tutto il tempo, pur mettendoci impegno, invece è sembrato che volesse accontentarsi del punticino e questo sicuramente potrebbe dipendere da chiare disposizioni, insomma da un modo di pensare e di interpretare la gara da parte di chi da disposizioni.
Però il calcio e la vita ci insegnano che se si vuole qualcosa bisogna lottare per ottenerla e stare ad aspettare spesso e volentieri finisce solo col peggiorare le cose e questo per poco non è accaduto proprio ieri sera durante i minuti di recupero.
Nel frattempo il Lecce si prende questo punto dopo un finale thriller, graziato da un gol annullato dal VAR ad Edmundsson per un giusto fallo subito da Falcone durante i minuti di recupero che l’arbitro Massa prima convalida in un primo momento ma poi revoca.
Pertanto non si può dire che non sia andata bene nonostante tutto, però sia ben chiaro che a scherzare col fuoco prima o poi si finisce col bruciarsi e sarebbe un peccato mandare in fumo la passione di un intero popolo che per un intero campionato, nonostante avversità e prestazioni ai limiti della decenza, ha continuato a sostenere e seguire la squadra non solo per tifo ma per identità e riconoscimento.
