Vlahovic e Di Gregorio fanno volare la Juventus: giallorossi sconfitti e salvezza in bilico

di Danilo Sandalo

Basta un guizzo di Dusan Vlahovic dopo appena undici secondi di gioco per consentire alla Juventus di vincere la gara, portare a casa i tre punti e addirittura superare temporaneamente il Milan in classifica.
Una partita caratterizzata in negativo per i giallorossi proprio dallo svarione difensivo avvenuto in apertura da parte dei giallorossi i quali, nonostante la volontà e l’intensità di gioco dimostrata, non sono riusciti a rimettere in carreggiata la gara.
A tal proposito, però, va citato Di Gregorio che è stato decisivo in almeno due occasioni: la prima su Cheddira al 3′ minuto di gioco, mentre la seconda all’ 80′ minuto su una staffilata di Pierotti da fuori area.
Nel mezzo vanno segnalati due gol annullati alla Juventus, rispettivamente a Vlahovic e Kalulu, dopo revisione del VAR.
Nel finale il Lecce ha la grande occasione con N’Dri che però non inquadra la porta, graziando Di Gregorio.

Il cammino verso la salvezza per il Lecce non si è ancora complicato, ma ciò non esclude che possa complicarsi.
Molto dipenderà dal risultato di Cremonese-Pisa di questo pomeriggio che potrebbe rimettere i grigiorossi a meno uno dai salentini, ma non bisogna neanche sottovalutare squadre di alta classifica come Milan, Roma e Como che si giocano un accesso alla Champions con i lariani che affronteranno proprio la squadra di Giampaolo nell’ ultima di campionato.
Mister Di Francesco in conferenza stampa pre gara aveva ricordato giustamente che bisogna pensare a se stessi, ma a questo punto purtroppo bisogna pensare contemporaneamente anche agli altri e questo potrebbe togliere delle energie mentali sia prima che durante le gare.
Una situazione a cui il Lecce ci è arrivato da solo, non avendo chiuso il discorso salvezza un tantino prima, avendo avuto la possibilità di farlo e sebbene questa Terra e questa gente siano abituate a soffrire è pur vero che certe situazioni bisognerebbe evitarle affrontandole con intelligenza e maturità.
A 180′ minuti dalla fine la speranza resta l’unica sorgente alla quale affidarsi pur considerando che si è pur sempre arbitri del proprio destino.

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