Addio a Igor Protti: con lui si ferma il “trenino” della rivoluzione

di Danilo Sandalo

Siamo quasi a fine giugno, gli esami di maturità sono entrati nel vivo, il sole picchia forte nella maggior parte delle città italiane.
La voglia d’estate è tanta e con essa quella di felicità ed evasione, eppure questa mattina una triste notizia è entrata prepotente nel cuore di tantissimi sportivi italiani, prendendo il sopravvento, lasciandoli attoniti tra stucco e sgomento.
Igor Protti, iconico calciatore di Livorno e Bari, soprannominato lo Zar è venuto a mancare all’ età di 58 anni, dopo aver lottato a lungo contro una brutta malattia.
A piangere quest’oggi infatti non sono stati solo i suoi ex tifosi, ma tutti quanti ne hanno apprezzato le qualità umane e da calciatore pur avendolo conosciuto come rivale sul campo.
Un amore, quello per Igor, che si è manifestato per i valori che ha espresso, spesso come bomber di provincia abituato ad affrontare i colossi del calcio rappresentando un ideale e difendendolo.
Con Igor Protti se ne va certamente un’ epoca, la nostra infanzia e la nostra spensieratezza, forse va via anche quell’ idea di rivoluzione che spesso simboleggiava nelle magliette che indossava sotto la divisa ufficiale.
E’ come se lo storico trenino, da lui inventato durante la permanenza a Bari, si fosse fermato e avesse definitivamente e metaforicamente ammainato quell’ idea di rivoluzione che aveva cambiato il mondo del calcio e dato dignità all’ idea di lotta della provincia.
Grazie Zar per averci guidato nelle idee e nella lotta, la tua vita è stata un simbolo di passione e libertà che hai trasmesso a tutti noi.
Ti vogliamo bene, non ti dimenticheremo.

Hasta siempre comandante!

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