La presentazione di Raimondo Catalano ha offerto un quadro chiaro di ciò che sarà l’Audace Cerignola 2026/27: una squadra identitaria, costruita su criteri tecnici precisi e su una linea societaria che porta la firma del direttore sportivo Elio Di Toro. È lui il fulcro della nuova fase gialloblù, l’uomo che ha guidato la riorganizzazione interna e che ha impostato la struttura tecnica e dirigenziale da cui ripartirà il club.
Una scelta tecnica meditata: Catalano nel progetto Di Toro – Di Toro ha spiegato che l’arrivo di Raimondo Catalano non è stato un colpo improvvisato, ma una decisione maturata nel tempo: «È una scelta che avevo in testa da parecchio tempo. Ho voluto aspettare, e lui lo sa». Il ds ha sottolineato come il tecnico, dopo l’ultima stagione, abbia completato il proprio percorso di crescita: «Penso che oggi possa dire la sua anche in questa categoria». La direzione tecnica ha puntato su un profilo che rispecchia lo spirito della piazza: fame, sacrificio, identità, capacità di rappresentare Cerignola.
Identità come parola chiave – Di Toro ha fissato il principio cardine del nuovo corso: «Saremo una squadra identitaria, una squadra che avrà un’identità». Non un semplice slogan, ma una linea tecnica precisa: costruire un gruppo riconoscibile, coerente, che giochi con intensità e spirito, indipendentemente dai moduli che Catalano adotterà.
Mercato: fermezza e criteri chiari – Di Toro ha ribadito con forza la linea societaria: «Qui si muoveranno i giocatori solo se ci saranno offerte importanti, altrimenti resteranno con noi». E ancora: «Hanno un contratto di lavoro e i contratti vanno rispettati». Una posizione netta, che definisce il ruolo del ds come garante dell’equilibrio tecnico ed economico del club.
