Antonio Conte senza panchina, i motivi. Un articolo di Vocalelli

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Il calcio italiano è messo davvero così bene da poter rinunciare a un allenatore che vince e alza l’asticella? Magari restare fermo è una sua scelta, ma…

Ci stiamo abituando all’idea. Ma se ci pensate, non è che sia una cosa tanto normale. È come se, quando erano in piena attività, Alberto Tomba o Valentino Rossi si fossero presi un anno di stop. È come se Sinner oggi annunciasse non di voler saltare un grande appuntamento, ma di aver deciso di star fermo per dodici mesi. È come se la Ferrari, magari per stanchezza o mancanza di forti motivazioni, decidesse di disertare la Formula Uno per un’intera stagione. I paragoni potrebbero anche sembrarvi un po’ arditi, e forse lo sono, ma non c’è dubbio che Antonio Conte – perché è di lui che stiamo parlando – oggi rappresenti per il suo movimento un’eccellenza assoluta. 

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