In settimana il summit decisivo: sul prezzo pesa l’effetto Mondiale, budget nerazzurro sui 35 milioni. Per la difesa sempre aperta la pista Stones
Ieri è ufficialmente finito il primo, sorprendente Mondiale della vita di Djed Spence, freccia inglese nel cuore dell’Inter. Quando i britannici torneranno da Sua Maestà potranno mordersi le mani per come il ct Tuchel si è consegnato a Messi in semifinale, ma saranno felici per aver trovato un esterno totale di 25 anni. Uno che difende e attacca per i Tre Leoni, ma che vuole davvero tornare in Italia: non nel Golfo di Genova, ma nella Milano dei grattacieli. Adesso per l’Inter, in cerca affannata di un erede di Dumfries, è tempo di affrontare la pratica inglese una volta per tutte. Nel dettaglio, è necessario sedersi al tavolo col Tottenham per capire quale sia davvero la volontà del club di Londra dopo un exploit di questo tipo in mondovisione: se non ci saranno rialzi imprevisti di prezzo, allora i nerazzurri potrebbero davvero affondare il colpo. Su questa valutazione economica si gioca tutto e lì alla fine potrebbe cadere l’asino: gli Spurs sono una bottega storicamente carissima e nuovi acquirenti potrebbero arrivare all’orizzonte a complicare le cose.
il budget
—Al momento, sono stati appaltati circa 35 milioni per un’operazione di mercato altamente strategica, ma è difficile che gli uomini di mercato nerazzurri possano spingersi oltre: è una via di mezzo decisa a tavolino, galleggia tra i 25 investiti per Khalaili prima che saltassero fuori i problemi al cuore e i 50 del costoso sogno di inizio estate, Palestra. Il contatto decisivo arriverà da domani in poi, comunque a inizio settimana: sono ore di prudenza, senza perdere del tutto la fiducia originaria perché l’ex genoano è comunque il preferito della compagnia di esterni. Gli altri nomi restano un passo indietro, ma comunque sparsi sulla scrivania: c’è l’estro brasiliano di Vanderson del Monaco, il gradito olandese classe 2006 Read del Feyenoord che è però accompagnato da dubbi fisici, passando per l’eterno Molina dell’Atletico e il più difensivo e caro Doué.
la suggestione
—Se la fascia destra è la priorità tecnica, i nerazzurri hanno comunque bisogno di aggiungere anche dei difensori nel motore: due secondo la teoria delle riunioni tra Appiano e Viale della Liberazione (uno più esperto, l’altro più giovane), ma ci si potrebbe limitare a una sola unità se questo Benji Pavard, cambiato negli atteggiamenti in ritiro, finisse per restare a sorpresa in nerazzurro. Anche in questo caso si parla sempre la stessa lingua, quella di Spence: l’inglese Chalobah intrigava, molto prima che la trattativa con il Chelsea saltasse ancora per le richieste troppo alte del venditore, e un altro nazionale di Tuchel come John Stones continua a vivere tra le suggestioni nerazzurre. Oggi all’Inter vige il metodo americano sui parametri zero, così diverso dalla linea di condotta che ha portato il club in cima negli ultimi anni: si limiterà l’inserimento in rosa di profili “over”, senza costi per il cartellino ma con ingaggi oltre il consentito. Al contrario, ci si concentrerà su investimenti mirati verso giovani, da pagare al club di turno ma con salario contenuto. Ovviamente, esistono eccezioni che dipendono dal valore del giocatore e dalle richieste di stipendio: quelle del 32enne Stones, proposto tramite agenti già a marzo quando era già noto l’addio al City, potrebbero non essere così alte quanto si temeva. Anche in questo caso, però, servirà tempo, nuove valutazioni e un po’ di surf tra i paletti di Oaktree.
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