Il tecnico cerca gol e intende sfruttarlo di più in area di rigore
Il fisico è scolpito, le gambe già potenti. Che vanno forte, pedalano, accelerano. Rasmus Hojlund è più carico che mai, perché in fondo sa anche lui che questa dovrà essere la stagione della definitiva consacrazione. Napoli lo ha adottato e lui si è lasciato coccolare. E in campo ha ringraziato a suo modo il club per la fiducia. Con Conte ha dimostrato di essere pronto al ruolo di leader: primo violino, per prendersi la scena.
Ultimo step a dimaro
—Dimaro, per la prima volta da quando gioca in Italia, comincia il ritiro dal primo giorno al servizio del nuovo allenatore. Gasperini a Bergamo iniziò a lavorarci a fine agosto, Conte addirittura a settembre, dopo la pausa delle nazionali. Allegri, invece, può cercare da subito la strada migliore per rendere Hojlund immarcabile. Per esaltare la sua capacità di attaccare la profondità, di essere letale in campo aperto. Conte ha completato il processo di maturazione di Hojlund, tornato ancora più convinto dei propri mezzi. Ora tocca a Max trasformarlo in un killer d’area di rigore, metterlo nelle condizioni migliori per attaccare di più la porta. E non farlo soffrire troppo di solitudine.
TRASCINATORE
—Rasmus ha una capacità aerobica impressionante, sembra quasi non avvertire la fatica. E trascina tutti: nelle partitelle a pressione, nelle esercitazioni, nella voglia di spaccare la porta ogni volta che calcia. Di destro, di sinistro. Hojlund di questi primi giorni a Dimaro è un’arma micidiale che sembra rasserenare l’ambiente azzurro e invita all’ottimismo. Come Rasmus, in Italia, ce ne sono pochi e Max questo lo sa benissimo: lo voleva un anno fa, ha fatto pressione un’estate intera con la dirigenza milanista pur di vestirlo di rossonero. E sul più bello, il Napoli gli ha rubato la merenda dal piatto. Un anno dopo, Allegri può finalmente abbracciare il centravanti che sognava. E costruire un Napoli all’altezza delle ambizioni del club e delle aspettative dei suoi tifosi.
NUOVI OBIETTIVI
—Hojlund è stato il primo acquisto della nuova stagione: il riscatto dal Manchester United è costato al club di De Laurentiis 44 milioni di euro e Rasmus se lo è guadagnato sul campo, eguagliando il record di gol in carriera in una singola stagione (16) fatto registrare al primo anno con i Red Devils e poi stabilendo il nuovo primato personale in un campionato: 12 reti non le aveva mai fatte prima. E quest’anno si è messo in testa di provare a lottare anche per la classifica dei marcatori. Rasmus è rimasto scottato dall’esclusione della sua Danimarca dal Mondiale e il modo migliore per cancellare la delusione è tornare a essere protagonista anche in Champions. Lo scorso anno ha chiuso con tre reti in Europa, firmando la vittoria sullo Sporting nella prima notte di stelle al Maradona. Quest’anno, sotto la guida di Max, l’obiettivo sarà innanzitutto superare la fase a gironi. Il resto si vedrà, strada facendo.
ALTA FEDELTÀ
—Rasmus sorride e sgobba, sa di godere della fiducia piena di Allegri ma anche di dover dimostrare ancora di essere il centravanti ideale per un progetto importante. Il Napoli, intanto, lo ha blindato: contratto fino al 2030, con clausola rescissoria da quasi 90 milioni (dal 2027). Hojlund è presente e futuro, si candida per essere l’uomo copertina dell’era Allegri e lavora per diventare dominante, come voleva Conte. “È tempo di sognare nuovi obiettivi, quindi andiamoli a inseguire” aveva detto il danese dopo l’ufficialità del suo riscatto. A Napoli ha ritrovato la fiducia necessaria per tornare a esaltarsi. E il sorriso che aiuta a non porsi limiti. Max in campo lo guarda felice: ora ha il centravanti vero, per sognare un altro finale vincente.
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