Il tecnico insiste sul 3-5-2, ma prova varianti aspettando i rinforzi: Stankovic sarà il vice Calha, Carlos Augusto il vice Bastoni. In porta più alternanza tra Martinez e Provedel
Qualità, intensità e qualche novità. Nel ritiro tedesco sta nascendo un’Inter che ha l’ambizione e quasi l’obbligo di confermarsi. Almeno in casa e innanzitutto in Serie A. Sarà un’Inter uguale a quella degli ultimi anni per quanto riguarda l’abito tattico e quel 3-5-2 dal quale Cristian Chivu è ripartito anche dalla Germania e dal primissimo test estivo. Certo, ha giocato contro i dilettanti dell’Aasen ma ogni minuto in campo in questa fase conta. E soprattutto serve all’allenatore per capire fin da ora le condizioni di chi si allena con lui e le motivazioni. Ma anche le future nuove possibilità, strade tattiche da percorrere, invenzioni da sperimentare (o da confermare) che possono rivelarsi ottime intuizioni da mettere in pratica non solo in situazioni d’emergenza.
esterni e difesaa
—La “pazza idea” di continuare a far giocare a destra Andy Diouf è diventata di nuovo realtà ieri, durante la prima amichevole. Novanta minuti in campo e due Inter, una per tempo. Nel secondo, il francese si è piazzato sulla casella che era di Dumfries. Da lì Diouf ha fatto vedere giocate, buoni colpi e ha anche segnato due reti; la seconda su assist di Dimarco, tanto per far capire quanto il lavoro su una fascia possa aiutare non solo gli attaccanti ma anche il compagno dell’altra corsia. Risorsa. Come questo insistere a far giocare gli esterni a piede invertito. L’ha fatto per una parte di amichevole anche Luis Henrique, all’inizio piazzato di nuovo a destra ma poi dirottato sulla sinistra in assenza del titolare azzurro. Senza Alessandro Bastoni, invece, ecco Carlos Augusto. Ci spostiamo in difesa e da un altro brasiliano che vorrebbe più spazio e proverà a prenderselo, Basto permettendo. Certo è che Carlos è (ed è stato) una certezza, uno di quei giocatori in grado di rispondere sempre presente pur non essendo un titolare.
ciak si gira
—A proposito di vice: l’Inter si augura di aver trovato (in casa) l’erede di Hakan Calhanoglu. Sulla sedia del regista ieri si è accomodato Aleksandar Stankovic. Il figlio di Dejan è pronto a prendere in mano le operazioni di regia quando il turco non ci sarà. L’anno scorso Chivu ha rimediato alle sue assenze per infortunio con diversi giocatori; se ora ha trovato un sostituto fisso ne beneficia tutta la squadra e anche il club in prospettiva. Stankovic comunque è in un reparto a cui il romeno chiede sempre più verticalità. Un gioco più aggressivo che deve partire da lì per arrivare il più velocemente possibile alla porta avversaria. Un ulteriore upgrade rispetto alla prima annata, in cui Chivu già aveva alzato il baricentro della squadra, che potrebbe esprimersi ancora meglio con un Curtis Jones in più ad esempio, l’inglese tutto intensità e forza. Ma vediamo le vie del mercato dove porteranno il club che al momento ha altre priorità. La porta, infine, è blindata. Tutto chiuso con due mandate: la prima è Pepo Martinez, promosso titolare dopo l’addio di Yann Sommer, la seconda è Ivan Provedel, operazione di giugno da 3 milioni. Chivu anche lì cerca sicurezze ma allo stesso tempo anche un’affidabile alternanza che possa evitare inutili sovraccarichi anche tra i pali in una stagione piena di appuntamenti. L’anno scorso non è riuscito a metterla in pratica, quest’anno sa che ha due numeri uno sempre pronti.
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