Franco Baresi, gli anni bui: Serie B, malattia, Mitropa e Cavese

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Champions e scudetti contano il giusto quando è questione d’amore: Franco non ha mai tradito i rossoneri nemmeno nei momenti più bui, gli altri scappavano. Due volte è retrocesso, due volte si è rialzato: tra inglesi bislacchi, squali, battute al ristorante, sconfitte clamorose, coppe di poco valore, cessioni dolorose e promesse mantenute, il racconto di quegli anni bui

Né alle Champions né agli scudetti, per capire perché Franco Baresi è stato il più amato dai tifosi milanisti di una certa età, diciamo dai cinquanta in su, bisogna guardare agli anni bui, alle stagioni in cui il Milan rotolava dentro un pozzo senza fondo. In quel periodo oscuro, Baresi rappresentava l’àncora, la speranza di un futuro, la luce al termine della notte. Era il capitano della Società dei milanisti quasi estinti, per parafrasare il gruppo di studenti dell’Attimo fuggente, il film con Robin Williams in cui viene declamata la poesia…

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