Mercato Como, affari da Champions: ecco quanto ha speso finora

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Con l’arrivo di Chalobah, i lariani sono diventati la seconda squadra (dietro la Juve) ad aver speso di più finora. È vicino anche Yan Couto del Borussia Dortmund: affare impostato con un prestito e diritto di riscatto sui 20 milioni

Giornalista

È stata una trattativa lunga e spinosa quella che ha portato Trevoh Chalobah al Como, con momenti di stallo in cui si è sfiorata la rottura. Ieri una svolta definitiva che si annusava da qualche giorno. Trovato l’accordo totale con il Chelsea per il passaggio a titolo definitivo del difensore centrale inglese, che è atteso in città per le visite mediche e la firma tra la serata di domani e la mattina di giovedì. Affare da circa 36 milioni complessivi, di cui 30 di parte fissa e il restante in bonus, più una clausola di recompra a favore dei Blues. Che sommati a quelli già spesi per Paz (60), Milla (6), Liberali (6) e Kaiki (obbligo di riscatto a 12) porteranno la spesa complessiva a superare i 130 milioni contando il prossimo arrivo di Yan Couto (diritto di riscatto a 20). D’altronde non si può badare a spese per la stagione più importante della storia del club che affronterà per la prima volta la Champions. Fair play finanziario sempre più a rischio. Ma il presidente Suwarso è tranquillo: “Pagheremo la multa”. La stagione impone dei sacrifici. La rosa doveva essere rafforzata sia numericamente che qualitativamente. E in più servivano innesti di esperienza. Non bastavano più due elementi forti per ruolo come aveva pianificato Fabregas prima della sorprendente qualificazione alla coppa più importante. Vuoi per gli infortuni, vuoi per gli impegni bisettimanali.

il pupillo di cesc

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Chalobah ha una solida esperienza di Champions (17 gettoni spalmati su tre edizioni, tutti con la maglia del Chelsea). Il destino di Trevoh è in qualche modo legato all’Italia anche perché fu Conte il primo ad aggregarlo stabilmente nella prima squadra durante il 2017-18. Come per quasi tutti gli acquisti del Como, è Fabregas a dare l’impulso e il timbro finale. Chalobah infatti lo ha visto crescere proprio perché in quella stagione Cesc era uno dei leader del centrocampo dei Blues. Nessuna partita ufficiale insieme poiché l’esordio ufficiale con il Chelsea avvenne solo nell’estate 2021 quando Fabregas era già passato al Monaco. Ma c’è un punto di contatto importante, forse l’apice di quella prima esperienza tra i grandi di Chalobah, quando venne convocato nel maggio 2018, nella suggestiva cornice di Wembley, in occasione della finale di FA Cup vinta dal Chelsea contro il Manchester United per 1-0. Il diciottenne difensore stette seduto per tutti i 90’ in panchina mentre Fabregas dettava i tempi in mezzo al campo. Otto anni dopo, il destino li rivede ritrovarsi sul lago, a ruoli invertiti: Cesc a bordo campo a guardare Trevoh giocare.

duttilità

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Ecco che allora sorge spontanea la domanda, come e soprattutto dove giocherà Chalobah? Oltre che per l’esperienza, il centrale è stato acquistato per la sua duttilità. Questa caratteristica che lo rende un profilo ideale per il calcio fluido e camaleontico di Fabregas. Il suo ruolo naturale è quello di centrale di destra in una difesa a quattro. La zona è quella di Ramon, uno a cui Cesc difficilmente rinuncerà. Tenendo conto che con la Champions aumenteranno le rotazioni, uno dei due potrebbe trasferirsi sul centro-sinistra. Ma nelle ultime stagioni in Premier, Chalobah ha anche giocato spesso come terzino destro in una linea a quattro flessibile. Non è un laterale di spinta che arriva sul fondo a crossare, ma agisce da esterno basso di contenimento. Ciò consentirebbe alla squadra di sbilanciarsi sul lato opposto, trasformando la difesa a quattro in una linea a tre in fase di possesso. Infatti, al Chelsea con Tuchel Chalobah agiva stabilmente come braccetto destro nella difesa a tre.

il prossimo

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E a proposito di terzino destro, si attende la chiusura per Yan Couto. Altro lungo e difficile corteggiamento, con il Dortmund che aspettava la guarigione del titolare del ruolo, Ryerson, infortunatosi al Mondiale. Affare impostato con un prestito e diritto di riscatto sui 20 milioni. Finita qui? No di certo, serve una punta di spessore. Se non Kean, sarà un altro nome di grido. 

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