Gimenez in uscita: lui apre alla partenza e il Milan accetta anche il prestito

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Rispetto al passato, per il messicano ora ci sono condizioni più favorevoli alla cessione. Santi arriva da dodici mesi senza luce e ha bisogno di ripartire

Quel giorno di inizio febbraio 2025, quando fu ufficializzato il suo trasferimento dal Feyenoord al Milan, probabilmente i pianeti erano allineati davvero male. Perché è difficile trovare un’esperienza più complicata di quella vissuta da Santiago Gimenez al Milan. Non gliene è andata dritta una. E adesso, dopo essere stato inserito un’altra volta dal club nella lista dei cedibili, potrebbero davvero essere arrivati i titoli di coda. Magari non definitivi, ma comunque una separazione almeno per una stagione, giusto per vedere l’effetto che fa.

fiducia

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Non siamo ancora all’ultimo metro prima del traguardo, ma qualcosa si sta muovendo. Nell’ultimo periodo si è parlato del Porto di Farioli, e ci sarebbe anche il Betis fra i club interessati. Ciò che però rende meritevole di attenzione la faccenda non è tanto la destinazione in sé. Quanto il contesto, che si porta dietro due novità rispetto alle altre sessioni di mercato. La prima: il giocatore ha aperto al trasferimento. Non parliamo di una cosa scontata, perché in precedenza Santi si era sempre opposto drasticamente all’idea di cambiare maglia. Sia in prima persona, sia attraverso le parole degli agenti o del padre. La sua intenzione è sempre stata quella di ritagliarsi un ruolo da protagonista col Diavolo, anche per ripagare la fiducia del club, che per lui aveva versato 32 milioni più bonus. Una questione – anche – di orgoglio insomma. Adesso, evidentemente sente anche lui la necessità di provare a risalire la china in un altro contesto. La seconda novità riguarda i termini dell’eventuale cessione: il Milan in passato la contemplava a titolo definitivo, mentre ora è contemplabile anche in prestito con diritto. D’altra parte, vista l’annata da cui è reduce Santi, diventa difficile accampare pretese sul cartellino.

scelte

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Sì perché gli ultimi dodici mesi sono stati davvero pesanti. Dapprima le enormi difficoltà di trovare la via del gol, nonostante Allegri continuasse a dargli fiducia, poi i grossi problemi alla caviglia destra che lo hanno portato all’intervento chirurgico di metà dicembre. Una scelta fatta per risolvere il problema alla radice e farsi trovare pronto per il Mondiale. Il messicano è rimasto fuori per quattro mesi e mezzo, perdendo praticamente tutta la stagione in rossonero, ma il guaio è che la sua pianificazione non ha funzionato. Santi è stato convocato dal ct Aguirre, però ha giocato un torneo totalmente anonimo (con buona pace delle sue ambizioni da capocannoniere): 82 minuti spalmati sulle quattro partite in cui è stato utilizzato, e mai da titolare. Infine, l’ultima beffa in ordine di tempo: nei minuti finali degli ottavi, contro l’Inghilterra, si è di nuovo fatto male alla caviglia destra. Tempi di recupero: otto settimane, situazione che ovviamente non ha agevolato le evoluzioni di mercato. Ora resta poco più di due settimane per trovare una soluzione, sperando che finalmente gli astri scelgano per lui un allineamento migliore.

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