La gara con il Manchester United ha mostrato un Milan più equilibrato senza il portoghese. E Amorim lo avvisa: se resta dovrà conquistarsi il posto
Adesso Rafa Leao ha le spalle al muro. La vittoria di ieri contro il Manchester United, nell’ultima amichevole prima dell’inizio del campionato, ha certificato che il Milan non è più dipendente dal portoghese. In campo la squadra ha dimostrato di aver trovato una sua strada ben precisa, quella tracciata dalle idee tattiche di Amorim. Che a sua volta, a parole, dopo il fischio finale ha chiarito come il numero 10 non sia più la stella del gruppo, un elemento insostituibile. Anzi, dopo ieri, se possibile, è ancora meno indispensabile.
Scelte tattiche
—Il problema è noto da tempo: Leao non fa la fase difensiva (o la fa senza spremersi troppo) e gli allenatori che si sono susseguiti a Milanello in queste stagioni hanno provato a mascherare il problema con risultati alterni. Pioli ci è riuscito alla grande soprattutto nell’anno dello scudetto chiedendo compiti più difensivi all’esterno dal lato opposto; Fonseca e Conceiçao hanno scelto (a volte) di mandare in panchina il connazionale per provare (con scarsi risultati) a motivarlo, mentre Allegri lo ha piazzato centravanti per toglierli quasi tutte le responsabilità in fase di non possesso. Amorim, invece, ha preferito… non adattare la squadra alle caratteristiche di Rafa e a Breslavia, nel giorno in cui il suo connazionale è stato costretto davanti alla tv da un problema muscolare, il Diavolo ha disputato la miglior prova dall’inizio del campionato. Un caso? Neppure per sogno. Cissè, che ha sostituito Leao, ha fatto un grande lavoro in fase di possesso, per portare la pressione alta, un compito che Rafa proprio non riesce a fare. Perché non è nel suo dna. E la sua formazione ne risente perché il calcio di Amorim, se tutti non seguono certi principi, viene depotenziato. Il Milan fino a ieri ha giocato male perché Leao? No, ma sicuramente l’ex Lilla non ha aiutato i compagni a trovare i giusti equilibri, quelli che ieri sono parsi evidenti anche se ci sono stati errori in fase di possesso decisamente da evitare in futuro.
Parole
—Amorim dopo la partita è stato chiaro riguardo a Leao: “Non so quale sarà il suo futuro. Adesso è un nostro giocatore e siamo davvero felici di lui. Leao è un calciatore davvero costoso (indicazione sul mercato per i possibili acquirenti del suo cartellino, ndr), quindi vedremo. Lui però deve lottare: penso che Cisse, per come ha giocato, gli renderà le cose difficili. Saelemaekers ha cambiato posizione… Abbiamo Pulisic che sta tornando. Quindi abbiamo molti giocatori che lotteranno per il posto”. Tradotto: o Rafa inizia a giocare a calcio, a pressare, a scambiare nello stretto, ad accentrarsi e tirare oppure, anche se resterà in rossonero, rischia di fare molta panchina. Lui, nazionale portoghese, dal 2019 al Milan, avvisato di quello che può succedere (molte panchine), chiamando in causa come diretto concorrente per un posto Alphadjo Cissè, un classe 2006 che lo scorso anno era in Serie B al Catanzaro. E pensare che Leao si vede al livello dei top d’Europa…
Verità
—Non è detto che il numero 10 tra una settimana sia disponibile a Torino contro i granata. Di certo il Milan ha dimostrato di saper fare a meno di lui. Anzi, di giocare meglio quando Rafa non c’è. Perché ieri lo United è andato in difficoltà contro un Diavolo che si è mosso in maniera armoniosa, provando ad alzare la pressione e recuperando palloni soprattutto sulla sinistra dove Estupinan e Cisse hanno lavorato bene. Con Leao sarebbe successa la stessa cosa? Forse sì o forse no… Di certo la sottolineatura di Amorim al connazionale non sarà passata inosservata. E magari lo porterà a riflettere sul fatto che al Milan chiunque non lo ritiene più indispensabile. Colpa anche delle sue frasi di fine maggio, quelle con le quali si è messo sul mercato (“Vorrei provare una nuova avventura. Al Milan ho dato tutto”). Resta il fatto che, pur accolto bene in Australia dal gruppo, questo Diavolo è un po’ meno Rafa-centrico perché Fofana e Tomori hanno le valigie pronte come Nkunku, tutti elementi legati al portoghese. In settimana l’esterno mancino dovrebbe incontrare Cardinale per trovare un modo per chiudere la storia in maniera il più indolore possibile. Leao può scegliere di rimanere anche se non sarà più una buona scelta. Il Galatasaray può dare una mano a risolvere la vicenda. Come? Alzando la sua offerta, finora arrivata per Rafa a 30 milioni più 5 di bonus. Il Fenerbahce ha fatto un passo indietro, ma se centrerà la qualificazione alla Champions nei turni preliminari, potrebbe tornare a farsi vivo. Nel frattempo Leao attende di capire il suo futuro. Da ieri con un po’ più impazienza. Sa di non poter restare da separato in casa e che, al tempo stesso, nessuno dalla Premier lo ha cercato. Dura adattarsi per chi è abituato a essere protagonista.
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