L’Inter ha investito circa 35 milioni per il jolly inglese, e il centrocampo si infittisce ulteriormente. E se arrivano offerte…
Fabio Bartolo Rizzo è fermamente convinto che “non conta quanto hai perso prima o chi ti incasina: c’è sempre un modo ed una chance”. Per i più appassionati non sarà necessario “tradurre” il nome d’arte di Rizzo, ma per la maggior parte delle persone probabilmente lo è. E quindi di chi si tratta? Del rapper Marracash, che nel testo della sua canzone “Goat – Il cuore” sembra rivolgersi quasi direttamente ad Aleksandar Stankovic. Perché “il cuore” del figlio d’arte è notoriamente diviso in due: una metà nera, l’altra azzurra. Un interista di ferro. Tanto che fin dall’inizio dell’estate, una volta rientrato a Milano dopo il proficuo periodo in prestito (con contro-riscatto) vissuto a Bruges, Aleks ha comunicato in maniera chiarissima la sua intenzione di restare a Milano, lottare e cercare di guadagnare spazio nella squadra della sua vita nonostante la folta concorrenza specialmente a centrocampo. Inevitabilmente, però, l’arrivo di Curtis Jones ridurrà ulteriormente le occasioni a disposizione di Stankovic, e così il futuro del terzogenito di Dejan torna ad essere almeno un po’ in discussione.
tutto aperto
—Proprio all’inizio della sessione di calciomercato in corso, dopo aver esercitato il contro-riscatto per 23 milioni dal Bruges, per Stankovic l’Inter ha rispedito al mittente una sostanziosa proposta da 40. C’era (e c’è tuttora) la volontà di valutarlo durante ritiri e tournée, e Aleks ha risposto presente regalando prestazioni interessanti, sia nel ruolo più vicino a quello che ha ricoperto con più frequenza sino ad oggi sia testato in regia al posto di Calhanoglu. Ma l’acquisto di Jones riscriverà le gerarchie della mediana nerazzurra, e anche per una questione tattica – oltre che soprattutto per dinamiche di mercato – il primo indiziato a sfoltire il reparto nevralgico dei nerazzurri appare proprio Stankovic: l’Inter gioca ormai da anni con il consolidato 3-5-2, mentre Aleks ha vissuto praticamente tutta la sua breve carriera nella diga composta da due centrocampisti leggermente arretrati in un 4-2-3-1 (nel Bruges, a Lucerna e con la nazionale serba).
Poco male, viene da pensare, per un giovane plasmabile ad immagine e somiglianza di un calcio leggermente diverso rispetto a ciò a cui è stato abituato. Piuttosto vanno considerate domande, offerte, valutazioni. E Stankovic rappresenta indubbiamente il profilo più interessante tra i centrocampisti azzurri per le big europee a causa delle dinamiche di compravendita: un giovane di 21 anni appena compiuti, pronto all’uso dopo due parentesi da protagonista vissute in campionati comunque di livello (Belgio e Svizzera) e con margini di miglioramento ancora parecchio elevati. La situazione, al momento, resta aperta a qualsiasi scenario. Che si tratti di un terzo prestito o di un addio a titolo definitivo per monetizzare e rientrare della spesa di Jones. Ma Stankovic è “figlio” di Chivu, esattamente come Pio Esposito: il tecnico nerazzurro l’ha svezzato in Primavera, è stato felicissimo di poterlo riabbracciare in prima squadra e sarebbe contento di contribuire ulteriormente alla sua crescita. Ma se davvero “c’è sempre un modo ed una chance”, Aleks non intende certo sprecarla. Sempre nel caso in cui dalle parti di viale della Liberazione non arrivi una proposta fuori mercato.
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