Un palo, un grande assist e tante volate a sinistra. Con il Milan lo svedese ha cambiato passo
L’uomo del giorno è lui. Nei venti minuti abbondanti giocati domenica sera contro il Milan, Alieu Njie ha dato la scossa al Torino. Potenza, velocità, pericolosità sottoporta, capacità di leggere la situazione e di servire i compagni: in una manciata di azioni il giovane attaccante svedese di origini gambiane ha mostrato tutte insieme quelle qualità che, nelle due ultime stagioni, aveva potuto mostrare soltanto a sprazzi. A 21 anni, maturato tecnicamente e tatticamente, il ragazzo arrivato dal settore giovanile granata sembra pronto a mettere a terra il massimo del suo potenziale.
scatenato
—Nella prima giornata di campionato Ignazio Abate ha deciso di iniziare la partita con Njie in panchina, preferendo Casadei come compagno di Nikola Vlasic sulla trequarti. Nel secondo tempo, dopo i due gol rossoneri, il giovane tecnico ha rimescolato le carte e ha puntato sull’energia dello svedese. La risposta è stata immediata: prima una fuga lungo la fascia laterale sinistra con Gila che cercava invano di rincorrerlo, l’ingresso in area, la sterzata per saltare De Winter e la botta di destro, con Maignan costretto a salvarsi con l’aiuto del palo; poi la ripartenza da metà campo, autolanciandosi ancora sulla sinistra, saltando Saelemaekers e mettendo in area un delizioso cross di esterno destro per Aboukhlal, che avrebbe fallito l’occasione. E poi tanto movimento, duelli ingaggiati e vinti, palle recuperate. Una prova positiva a tutto tondo, che a fine partita ha spinto Ignazio Abate a spendere per lui parole importanti. “Njie, dal mio punto di vista, ha grandi qualità e ampi margini di miglioramento. È un ragazzo che deve trovare consapevolezza nei suoi mezzi e restare dentro la partita per novanta minuti”.
IL CAMMINO
—Njie è arrivato a Torino a 16 anni, nell’estate 2021. A partire dall’Under 17 ha percorso tutte le giovanili granata. Ha esordito in Serie A nel 2024-25, segnando il primo gol già alla terza partita tra i grandi — fu decisivo in casa contro il Como il 25 ottobre 2024 — e trovando minuti importanti nella fase centrale di quel torneo, anche come esterno di sinistra nel 4-2-3-1 visto nel girone di ritorno. Nonostante le 14 presenze in 15 partite tra ottobre e gennaio, però, Alieu non avrebbe mai iniziato come titolare. Il 1° febbraio 2025 contro l’Atalanta si fratturò un malleolo, un infortunio che gli impose di operarsi e gli fece saltare il resto della stagione. Il campionato 2025-26 doveva essere quello della ripartenza, ma Njie ha dovuto di nuovo pazientare. Prima una noia muscolare non gli aveva permesso di farsi trovare pronto all’inizio dello scorso campionato, poi il passaggio dal 4-2-3-1 — più adatto a lui — al 3-5-2, aveva ridotto ulteriormente gli spazi a sua disposizione. L’occasione buona è arrivata a inizio 2026 e Njie l’ha sfruttata subito: il 4 gennaio, a Verona, Alieu ha segnato la partita in 15 minuti, prima con l’assist per il 2-0 di Casadei e poi con la cavalcata per il 3-0 finale. Quella prestazione gli è valsa la prima da titolare in Serie A, in casa contro l’Udinese. Nei turni successivi però il suo impiego si è ridotto.
la svolta
—In primavera ecco la svolta: venti minuti incisivi il 19 aprile contro la Cremonese, poi una forte spinta contro l’Inter, quando è stato schierato sulla destra e ha dato il suo contributo per la rimonta dal 2-0 al 2-2. A Udine, il 2 maggio, Njie ha giocato altri venti minuti al posto Simeone, con la solita verve e voglia di lottare. Un atteggiamento premiato con la titolarità contro il Sassuolo, con una traversa su colpo di testa che ha evidenziato anche le sue doti nel gioco aereo. Questa crescita costante è proseguita fino ai giorni nostri. Con alle spalle una preparazione finalmente completa, Njie sembra aver fatto un altro passo in avanti. Gli spazi che ha tanto inseguito negli ultimi due anni finalmente sembrano aperti e potrebbero aumentare già a partire dalla sfida di sabato a Reggio Emilia contro il Sassuolo.
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