L’8 settembre 2011 l’inaugurazione dell’impianto che rimane un modello per il calcio italiano. I ricavi triplicarono subito. L’ultimo incremento grazie ai concerti
L’8 settembre 2011 il presidente Andrea Agnelli tagliava il nastro dell’inaugurazione del nuovo stadio della Juventus. Arrivava così a compimento un iter laborioso, nato da un’idea di Antonio Giraudo che negli anni Novanta, dopo aver studiato il modello del Manchester United, pensò di importare in Italia l’esperienza del “matchday” inglese. Oggi, dopo 15 anni, l’impianto, ribattezzato Allianz Stadium nel 2017, rimane un gioiello raro del calcio italiano. Nessuna delle grandi storiche della Serie A si è ancora dotata di uno stadio di proprietà: Inter e Milan hanno rilevato l’area di San Siro ma devono ancora avviare i lavori, la Roma attende le ultime autorizzazioni per il progetto di Pietralata, il Napoli è più indietro. Impianti di nuova generazione sono nati in provincia, da Bergamo a Udine, ma non nelle metropoli. E allora, in attesa dell’auspicato traino di Euro 2032, vale la pena ricordare l’impatto che ha avuto lo Stadium sulla Juventus.
giro d’affari
—Nel 2011-12 i ricavi da stadio triplicarono subito rispetto agli 11 milioni dell’ultima stagione disputata all’Olimpico. Da allora la crescita è stata costante, fino agli oltre 90 milioni incassati nel 2025-26. Accanto alla voce principale, quella relativa a biglietti e abbonamenti, si sono sviluppate le altre linee di fatturato, grazie a una struttura polifunzionale e di ultima generazione, attiva 365 giorni l’anno. Dal 2017 i naming rights sono stati ceduti ad Allianz, che ha sottoscritto un accordo più ampio da 103 milioni fino al 2030: i diritti di intitolazione dello stadio valgono 10 milioni all’anno. L’attività premium è quella che fa la differenza rispetto ai servizi offerti altrove in Italia. Tifosi facoltosi e aziende non badano a spese per assicurarsi un’esperienza di lusso. I lavori realizzati nell’estate 2025, peraltro, hanno portato a un aumento della capienza: sono stati aggiunti 182 posti, di cui 80 premium, con un effetto positivo sulla campagna abbonamenti. L’hospitality assicura annualmente circa 8 milioni. Il museo, che ha accolto 145 mila visitatori nel 2025 — il 72% dei quali ha effettuato anche il tour — porta altri 4 milioni a stagione. Di recente è entrata a pieno regime anche l’attività nei giorni extra-partita. Lo stadio è stato predisposto per l’allestimento dei palchi e il 2026 è stato così il primo anno in cui l’Allianz Stadium ha ospitato concerti: in estate si sono alternati Eros Ramazzotti, Tiziano Ferro, Ligabue, Max Pezzali e Sfera Ebbasta. I proventi del no match day, compresi gli eventi aziendali, generano 6 milioni annui. In 15 anni, tra il 2011-12 e il 2025-26, il totale dei ricavi da stadio sfiora i 950 milioni.
mutuo
—Nel frattempo la Juventus ha rimborsato il mutuo. L’ultima rata del finanziamento dell’Istituto per il Credito Sportivo è stata pagata in anticipo, nel luglio 2025. L’investimento complessivo per costruire lo stadio è ammontato a 160 milioni, inclusi il diritto di superficie per 99 anni concesso dal Comune di Torino e i lavori per il museo. La leva finanziaria ha coperto quasi il 40% del budget, con 60 milioni erogati in più tranche. Il resto è arrivato dalla cessione dei naming rights per 75 milioni all’agenzia Sportfive e dalla vendita delle aree commerciali per 20,25 milioni a Nordiconad. Un investimento pienamente riuscito. Quando il club controllato da Exor, un anno fa, ha emesso un bond da 150 milioni, ha posto l’impianto di Corso Gaetano Scirea a garanzia. Il suo valore? 262,5 milioni.
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