Milan, gli expected goals contro la Juve: Amorim preoccupato

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Il dato degli expected goals rossoneri nella sfida di Torino è clamoroso: 0,11, mai così basso nemmeno nelle peggiori partite della scorsa stagione

Giornalista

“Tutto ciò che dirà, potrà essere usato contro di lei”: un grande classico della filmografia americana quando scatta un arresto. Per sua fortuna Ruben Amorim vive in Italia e non ha pendenze con la giustizia, però in queste ore, dopo lo scialbo pareggio di Torino con la Juve, qualche tifoso ha rispolverato polemicamente il manifesto programmatico che il tecnico esibisce con orgoglio fin dal giorno della sua presentazione: calcio dominante, offensivo, pressione feroce, nel pieno rispetto del dna milanista. Concetti che, appunto, qualcuno sta rinfacciando all’allenatore dopo aver assistito a un’esibizione decisamente più tendente all'”allegrismo”. Lui peraltro è il primo a saperlo, e riconoscere gli errori è il miglior modo di disarmare i critici. Ma intanto, al netto delle chiacchiere da bar, quell’immagine di una squadra incapace di rendersi pericolosa allo Stadium, per di più contro una Juve tutt’altro che trascendentale, resta. Ed è certificata da un dato pesante: 0,11 di expected goals, ovvero il dato che misura la probabilità di un tiro di diventare un gol.

spia rossa

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Una miseria (la Juve si è assestata sull’1,59). È un parametro che illustra abbastanza bene la pericolosità offensiva, a volte utile anche per sbugiardare percentuali ipertrofiche di possesso palla che in realtà non portato a nulla (non è comunque questo il caso del Milan a Torino). Diciamo che una squadra costruita e diretta in modo volutamente offensivo come il Milan, non dovrebbe mai scendere sotto l’1. Ecco perché quello 0,11 è una spia rossa enorme nel cruscotto di Amorim. Per dire: col Torino il dato degli expected goals era stato 2,15, col Venezia 2,21. E, allargando l’orizzonte alla scorsa stagione, quando l’impostazione tattica poggiava su basi opposte, nel peggiore dei casi – la sconfitta col Sassuolo – era arrivato uno 0,24. Per il resto, mai nessuna partita era andata al di sotto dello 0,6.

il paradosso di gonçalo

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Insomma, serve che Amorim analizzi con molta attenzione la pochezza offensiva contro la Juve, nella quale c’è dentro un po’ di tutto: circolazione lenta della palla, una miriade di errori tecnici sulla trequarti e in uscita dalla propria area, esterni bloccati dalle mosse di Spalletti, coppia di trequartisti titolari incapaci di accarezzare i mezzi spazi. Il tutto si è tradotto nell’inutile sbattimento di Ramos, che ha concluso il match con il frustrante paradosso di essere il giocatore dell’intera partita con più chilometri nelle gambe ma senza la soddisfazione di aver potuto gestire almeno una palla gol. L’elenco delle statistiche offensive rossonere allo Stadium è un foglio quasi interamente bianco: un tiro nello specchio (il gol di Cisse), uno fuori (Rabiot, fuori misura). Il dato del baricentro medio è la prova del nove sullo snaturamento tattico di Torino: molto basso, a 45,8 metri al cospetto dei 57,8 della Juve. Un dato che fotografa la mancata pressione rossonera.

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