Inter, Chivu lancia Stones verso la prima da titolare contro l’Udinese

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Dopo i 45 minuti di Madrid, l’inglese verso la prima gara da titolare in nerazzurro: il periodo di ambientamento sembra terminato

“Curtis, vai a sinistra”. “Yann, attento”. In un tempo, nel tempio, John Stones è sembrato già impadronirsi dei meccanismi dell’Inter. Un novizio veterano. Lo hanno preso per questo, per partite così: giocare al Santiago Bernabeu contro il Real Madrid o in allenamento alla Pinetina contro l’Under 23 per lui non fa differenza. Le Pietre sono toste, ruvide. È il loro lavoro, è la loro natura.

IMPATTO CHIC

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Non era affatto scontato che Stones si presentasse così. Intanto perché la condizione, dopo il Mondiale e le successive vacanze ritempranti, non è ancora ottimale. E poi perché dopo l’intervallo, con la squadra sotto 2-0, Chivu ha chiesto ai suoi di rischiare tutto, di azzardare la rimonta. “Non è finita, giochiamocela”. Non si sbagliava, in fondo: l’Inter è stata molto vicina a riacchiappare il risultato, nonostante il doppio harakiri del primo tempo che aveva compromesso la situazione a favore di un incredulo Mourinho. Merito anche del nuovo leader della difesa, che ha cominciato subito con un tackle pulito su Vinicius ad altissimo coefficiente di difficoltà. E poi ha guidato il reparto distribuendo indicazioni sagge. Al compagno inglese che esordiva da titolare, Jones, e ai suoi vicini di banco: Bisseck, che aveva qualcosa da farsi perdonare, e Bastoni, che ha partecipato di più alla manovra e ha anche impegnato il fenomeno Courtois con un tiro da fuori area. Ha sofferto gli strappi in velocità, Stones. Impossibile chiedergli di marciare al passo di Mbappé. Ma non è mai andato in tilt, mantenendo la calma e la lucidità che spesso in carriera gli hanno permesso di andare oltre ai propri limiti dinamici. La testa ha il potere di minimizzare le debolezze.

PROMOSSO

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E allora il futuro prossimo appare già scritto: lunedì contro l’Udinese a San Siro toccherà a lui giocare dall’inizio. L’inserimento graduale, minuti un po’ qua e un po’ là, è servito a garantire un atterraggio morbido, senza eccessive pretese. Ora non resta che la prova completa, il test definitivo, per certificarne l’avvenuta integrazione. Del resto l’Inter senza di lui ha incassato 4 reti in due tempi. Troppe. Stones avrebbe potuto giocare anche Inter-Napoli, dopo una congrua serie di allenamenti che ne aveva svelato i progressi atletici. Ma in quel caso Chivu ha preferito confermare Akanji in mezzo e Bisseck sul centrodestra, in quanto reduci rodati dei successi passati. Stavolta invece Akanji, rimasto tutta la partita in panchina al Bernabeu, potrebbe rientrare in posizione più decentrata lasciando spazio al centro al totem british: sarebbe il primo esperimento del terzetto, con Bastoni braccio mancino del tavolo, immaginato durante l’estate da Marotta, Ausilio e Baccin.

MERITOCRAZIA

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Non c’è motivo di aspettare oltre: non parliamo mica di un ragazzino da svezzare ma di un campione di 32 anni arrivato dal Manchester City più forte di sempre. I numeri di Stones a Madrid sono in effetti incoraggianti: 23 passaggi azzeccati su 23, cioè 100 per cento di riuscita di movimento palla. Un solo fallo commesso a fronte di 4 duelli aerei (record della serata per l’Inter), 2 dei quali vinti (altro primato), più 1 tiro respinto. L’inizio, insomma, è stato di sostanza: nessuno potrà offendersi d’ora in avanti se dovrà sedersi in panchina al cospetto di un gigante del mestiere.

GESTIONE

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Poi è chiaro: entrare in squadra non significa garantirsi il posto per sempre. Tanto più che Stones ha uno storico di infortuni recente che ne suggerisce un utilizzo sobrio: nell’ultima stagione ha raccolto appena 9 presenze in Premier League, anche per la concorrenza molto qualificata a disposizione di Guardiola; e dal 2024, post Europeo, ha accumulato complessivamente 38 apparizioni tra campionato e coppe, 20 + 18. Ma all’Inter conoscono il problema e anche la soluzione: non gli chiedono quantità ma qualità, in quelle serate dove un campione non trema davanti all’ipotesi di fallimento. “Gente come lui si trova come il burro sul pane se gioca in certi campi” ha osservato Chivu. Il senso della comodità e del piacere, in prospettiva reciproci, non poteva essere riassunto meglio.

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