Si attendono i risultati del tossicologico eseguito in ospedale. Ma la giustizia sportiva può prendere provvedimenti nei suoi confronti? Facciamo il punto
La brutta vicenda che ha visto coinvolto Daniel Maldini è destinata a non avere conseguenze dal punto di vista sportivo. Il Cagliari ha comunicato questa mattina che “a seguito delle notizie emerse a mezzo stampa nelle ultime ore, il calciatore è stato sottoposto a controlli tossicologici. Tutti i test effettuati hanno dato esito negativo. Maldini sarà regolarmente presente in gruppo oggi pomeriggio alla ripresa degli allenamenti in vista dei prossimi impegni della squadra”.
I FATTI
—L’attaccante è stato protagonista di un incidente con la sua Porsche a Milano con sei persone coinvolte (tutte in buone condizioni) dopo il quale è risultato positivo all’alcoltest e al pre test per verificare l’assunzione di stupefacenti. Si aspettano ora i risultati del tossicologico che ha effettuato in ospedale, ma per l’esito dell’etilometro (era positivo con un valore di 0,91 mg/l alla prima prova e 0,89 alla seconda) gli è già stata ritirata la patente ed è partita la denuncia per guida in stato di ebbrezza.
LE NORME
—Dal punto di vista sportivo però non rischia nulla. In questo caso, visto che si tratta di un evento avvenuto fuori da attività sportiva e senza alcun collegamento con essa, non è in discussione neanche il famoso articolo 4 del Codice di Giustizia Sportiva, quello che pretende dai tesserati Figc “lealtà, correttezza e probità”. La situazione sarebbe cambiata se fosse risultato positivo anche ai nuovi test svolti a Cagliari, che avrebbero implicato la squalifica sportiva per doping. Ma così non è stato.
VOLPATO
—Il caso è piuttosto simile a quello di Cristian Volpato che a fine luglio era stato fermato in Australia per eccesso di velocità e un test preliminare aveva rilevato una presunta positività. Rientrato in Italia il Sassuolo lo aveva sottoposto a nuovi esami che avevano dato esito negativo, escludendo qualunque sanzione sportiva.
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