Il figlio ricorda il padre a Trento: “Ho avuto la fortuna di vivere l’infanzia con lui”. Altobelli: “Tremavo solo a vederlo, per me era Dio”
A distanza di due settimane dalla scomparsa del padre, il figlio di Mazzola, ospite al Festival dello Sport di Trento, ha ricordato il mito nerazzurro: “Entrò all’Inter che aveva 8 anni e non ne è mai uscito. Ho avuto la fortuna di vivere l’infanzia con papà, sempre insieme alla Pinetina dove avevo anche il mio armadietto. Mi ha trasmesso l’umiltà e la forza per credere in se stessi”. Tre generazioni di calciatori: il nonno Valentino simbolo del Grande Torino è stato il primo, da lui Sandro ha raccolto il testimone entrando nell’Inter di Herrera, che, come confessa il figlio “stava per scartarlo perché troppo esile”. Poi la breve carriera calcistica di Sandro Jr., che racconta di come il campione dell’Inter “per non fare sentire ancora di più il peso del cognome ha sempre preferito rimanere in disparte, arrivando di proposito tardi e andandosene via presto, nascosto da un cappellino”.
“per me era dio”
—“Ricordo che Altobelli e Beccalossi si fermavano sempre a palleggiare con me”. Ed è proprio Altobelli che a Trento ha celebrato Mazzola, definendolo una vera e propria divinità: ” Tremavo solo a vederlo, per me era dio. Mi voleva all’Inter. Quando c’è stato da parlare dell’ingaggio, avrei pagato io per giocare. Mi ha accolto come un amico, mi ha dato fiducia e capito subito la mia situazione visto che ero giovane ma con una moglie e un figlio. Ho giocato con lui solo 45 minuti in un’amichevole in Cina ma è stato indimenticabile. Ha mostrato a tutti noi la strada da percorrere”.
i tifosi della juventus
—Arriva poi il momento di parlare dello spiacevole episodio avvenuto sugli spalti della Juventus durante il minuto di silenzio in ricordo dell'”Invincibile” dell’Inter e della Nazionale. Il figlio ha sentenziato: “Sono personaggi che frequentano tutti gli stadi, hanno fatto il più brutto autogol possibile. Però è gente che non va nemmeno considerata. Papà si sarebbe fatto una risata e avrebbe acceso un sigaro. L’errore che facciamo in Italia è dare importanza a questi gesti. Se avessero conosciuto mio padre, sono sicuro che non avrebbero fatto quello che hanno fatto”. Il figlio ha anche ammesso che “ormai papà non andava più allo stadio perché diceva che i giocatori bravi da vedere sono rimasti pochi, molti ai suoi tempi non avrebbero nemmeno portato la borsa”. Chi lo impressionò? “Ronaldo che ogni giorno inventava una finta”. Mentre dell’Inter di oggi “si rivedeva in Thuram per caratteristiche e in Lautaro a livello umano”. Anche Altobelli ha commentato la situazione con i tifosi bianconeri, affermando addirittura che “hanno fatto un favore a tutti perché se non capiscono che Mazzola si può solo amare non possiamo farci nulla”.
La Gazzetta dello Sport
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