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Allegri schiera De Bruyne regista: come Pirlo e Calhanoglu, da playmaker rende meglio

Allegri schiera De Bruyne regista: come Pirlo e Calhanoglu, da playmaker rende meglio

Il tecnico toscano lo schiera da playmaker unico contro il Bodo e rilancia il Napoli in Champions: una svolta che può cambiare il finale di carriera del belga

Come ti allungo la carriera in una mossa. In tempi di social, sarebbe divertente immaginare un post di Massimiliano Allegri in cui spiega a De Bruyne tutto ciò che ha in mente per lui. Magari ipotizzando pure una risposta del belga: “no, grazie”. Scherzi a parte, l’ultima “allegrata” ha funzionato. E ha rimesso il Napoli in pista in Europa. De Bruyne playmaker era un’idea che Max aveva in testa da tempo e che ieri contro il Bodo ha lanciato per la prima volta dal primo minuto. Già in altre occasioni, Kevin aveva abbassato il raggio d’azione ma sempre con un play vicino. Accanto a Lobotka o Gilmour. Stavolta, Kdb è stata regista unico, con accanto due mezzali vere come Anguissa e McTominay. Non è un mistero, De Bruyne vorrebbe giocare più avanti e lo ha ribadito più volte. Però i fatti hanno dato ragione a Max. E in fondo il belga si è pure divertito. “De Bruyne è un giocatore straordinario – ha sottolineato ancora una volta Allegri nel post partita -. Gli avevo detto ‘vedrai che ti divertirai a giocare da play’…”. 

COME PIRLO E CALHA

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Di sicuro si è divertito il popolo napoletano. E si sono divertiti i compagni di squadra. “De Bruyne è un giocatore incredibile, siamo felici di averlo. Abbiamo un grande centrocampo, dobbiamo sfruttare le sue e le nostre qualità” ha ribadito invece Scott McTominay, che ha trovato le prime reti stagionali. Vediamo se Kevin cambierà idea, magari vedendo come il cambio di ruolo abbia cambiato la carriera a molti ex grandi trequartisti, diventati poi straordinari playmaker. Come Pirlo al Milan, grazie all’intuizione di Carlo Ancelotti. O Calhanoglu all’Inter, una delle mosse di Simone Inzaghi che ha riscritto la storia recente nerazzurra. 

QUALITÀ AL POTERE

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De Bruyne davanti alla difesa può esaltare la qualità dei suoi passaggi, eludere più facilmente la pressione avversaria ed essere sempre al centro del gioco. Ieri, in costruzione, partiva quasi da centrale di difesa, con tutto il campo davanti. Un modo per avere una visuale completa e scegliere ogni volta la giocata più adatta alla situazione. Cambi di gioco sul lungo, fraseggio nello stretto, tocchi di prima. E poi quelle imbucate nello spazio che solo i più talentuosi possono osare. Kevin vede autostrade dove altri vedono un ingorgo. Ed è lì che fa la differenza. Riuscire ad andare subito in verticale, questo il segreto del nuovo Napoli. Certo, poi qualcosa dietro si paga (tre gol, quasi tutti a difesa schierata), però l’intuizione sembra vincente. Per il Napoli e per lo stesso De Bruyne. Più basso, più incisivo, nuovamente letale.

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