di Danilo Sandalo
Il Lecce visto negli ultimi tempi, almeno facendo riferimento alle ultime due uscite rispettivamente contro Bologna in casa e Udinese in trasferta, ha dato ampiamente l’impressione di aver imboccato la strada maestra dell’ identità.
Un aspetto molto importante e confortante considerando che nelle prime uscite di campionato, nonostante le vittorie maturate contro Venezia e Monza, era mancato clamorosamente e le sconfitte contro Roma e Milan lo avevano dimostrato anche in virtù del numero di gol presi.
Dalla partita casalinga contro il Bologna invece il vento sembra essere cambiato (finalmente!), mister Di Francesco sembra aver trovato una certa quadra non solo tattica ma soprattutto comunicativa e di conseguenza agonistica e i risultati visti in campo, in termini di prestazioni ed atteggiamento, lo possono confermare.
E a confermarlo è stata soprattutto la continuità dimostrata nella gara contro l’Udinese, al Bluenergy Stadium, dove il Lecce ha sfoderato una prestazione maiuscola, giocando in scioltezza e leggerezza, mettendo gli attaccanti nelle condizioni di concludere a rete con una semplicità e una dimestichezza che non si erano mai viste prima.
Circostanze che hanno fatto passare in secondo piano anche il numero di gol falliti contro i friulani da parte di Geubbels che in più di una circostanza avrebbe potuto scrivere il suo nome sul tabellino dei marcatori e che invece un pò per leggerezza e un pò per sfortuna non è riuscito a farcela, ma proseguendo su questa strada siamo sicuri possa essere solo questione di tempo (o almeno lo si spera!).
Non dimentichiamo neanche il palo colpito dal giovane Paco Esteban che gli ha negato la gioia del primo gol in Serie A dopo essere stato protagonista e capocannoniere con la formazione primavera nella scorsa stagione.
Un momento che per il Lecce potrebbe diventare d’oro e la partita con la Juventus, in programma domani al “Via del Mare”, forse arriva proprio al momento giusto per i giallorossi per dimostrare al proprio mister di aver metabolizzato i suoi insegnamenti e di conseguenza poterli trasmettere ai tifosi in termini di prestazione, atteggiamento e bel gioco.
La Juventus che arriverà a Lecce è una squadra che sta attraversando un periodo di crisi: la batosta subita in casa la scorsa settimana contro la Lazio, lo sfogo di Bremer e il pareggio casalingo contro il Rennes in Europa League (con gol vittoria annullato a Lucumì allo scadere), sono tutti segnali e sintomi di un ambiente incandescente.
Un aspetto di cui il Lecce deve tenere assolutamente conto senza cullarsi eccessivamente, ma cercando di poter colpire in maniera serena possibilmente senza farsi condizionare dal blasone dell’avversario.
Bisognerà tenere bene a mente che una squadra confusa, come la Juventus in questo momento, non è una squadra che non ha le potenzialità per reagire anzi forse in momenti come questi un certo tipo di forza preme ancora di più per venire fuori e sicuramente i bianconeri lo faranno.
Il Lecce dovrà cercare di rimanere se stesso, provando ad aggredire la Juventus senza particolare enfasi e magari cercando di sfruttare a proprio favore quella frenesia che avranno senza dubbio i bianconeri di dover dimostrare necessariamente che la loro è una crisi solo passeggera e che sono già sulla buona strada.
Nonostante le assenze di Coulibaly e, per ultima, di Pierotti il Lecce può provare a dire la sua solo mantenendo un atteggiamento frontale, ossia guardando in faccia l’avversario e cercare di fare il proprio prendendo le misure dello stesso durante la gara.
Un risultato positivo rapppresenterebbe per il Lecce una grande prova di maturità che potrebbe spalancare ad orizzonti lontani, fino ad oggi solo auspicati ma, per natura e caratteristiche di questo popolo, mai ammainati.
