Il tecnico portoghese ha perso Gila, Moreira e Rabiot, ma il patron è in arrivo dagli States e non ha dubbi sul progetto rossonero
Un Milan con molti infortunati, mai così tanti da inizio stagione, si compatta ancora di più e stasera a Udine ci sarà anche Gerry Cardinale per stare accanto al tecnico Amorim e ai giocatori. La botta di giovedì a Bournemouth è stata forte e ha lasciato segni sia nella testa sia nel fisico. Considerando che prima della prossima sosta sono in programma altre cinque partite, il Diavolo non può permettersi di mollare un centimetro e di fronte alle difficoltà è chiamato a reagire subito. Il viaggio in Italia del numero uno di RedBird, una “trasferta” che era stata programmata prima del 3-0 oltre Manica e che sarà utile per partecipare all’assemblea degli azionisti e alla presentazione del nuovo San Siro, darà dunque una mano per ricaricare le batterie al gruppo: con il patron in tribuna in questa stagione Maignan e compagni non sono mai stati sconfitti. Un alleato in più per l’ex allenatore dello Sporting, finito di nuovo nel mirino della critica, ma appoggiato senza la minima indecisione da Cardinale che lo ha scelto a giugno e che con lui ha costruito un progetto pluriennale che intende portare avanti. Se la tradizione positiva con l’americano sugli spalti sarà confermata al Bluenergy Stadium, l’avvicinamento al match con il Bologna (mercoledì) e al derby (sabato) sarà meno carico di tensioni.
Sos… derby
—Saelemaekers, Gabbia, Pietro Terracciano e Chukwueze erano ko prima della trasferta di Bournemouth e rimangono tutti indisponibili. Amorim ha recuperato Gonçalo Ramos, ma in compenso ha perso tre titolari come Gila, Rabiot e Moreira. Il primo era già acciaccato contro l’Atalanta, quando è stato costretto al cambio (dentro Tomori), e anche per questo non è stato utilizzato in Inghilterra. La speranza era quella di riaverlo per stasera e invece il fastidio alla caviglia sinistra con cui convive da tempo, ha consigliato al calciatore, in accordo con lo staff tecnico e medico, di non rischiare. L’ex Lazio tornerà a disposizione contro il Bologna. Per Rabiot e Moreira gli stop sono invece dettati da affaticamenti muscolari: il belga al flessore sinistro, il francese al polpaccio destro. Gli accertamenti ai quali si sono sottoposti ieri mattina (avvertivano ancora dolore dopo giovedì) hanno evidenziato la presenza di entrambi i casi di un edema, ma non di lesioni. Tradotto: se quella di stasera fosse stata una partita decisiva, sarebbero scesi in campo rischiando un infortunio. Con un calendario così ingolfato, invece, la scelta è stata quella di preservarli e di rivalutare le loro condizioni giorno dopo giorno. Moreira potrebbe tornare contro il Bologna, al massimo nel derby, mentre per Rabiot l’obiettivo è la stracittadina o uno dei due incontri pre sosta contro il Ferencvaros e il Genoa. Adrien chiaramente non vuole perdersi il confronto con i cugini, ma il polpaccio è un muscolo delicato e il rischio di un infortunio più serio, se scendesse in campo non al 100%, sarebbe concreto. Ecco perché la sua presenza sabato è legata alla risposta alle terapie.
Modric e svolta
—Amorim stasera si affiderà all’esperienza e alla leadership di Luka Modric per mantenere l’imbattibilità in campionato, ma soprattutto per interrompere una serie di tre pareggi consecutivi in A. Dopo l’1-1 a Torino contro la Juventus, il 2-2 all’Olimpico con la Lazio e l’1-1 di Reggio Emilia con il Sassuolo, al Diavolo serve un successo lontano da San Siro per restare nelle prime quattro in classifica. Il croato sarà “protetto” con due mezzali per far brillare la sua classe in cabina di regia. Se il tecnico ex United sceglierà il 4-3-2-1 o il 4-3-3 lo vedremo: di certo ieri ha trattenuto il fiato anche per le non perfette condizioni fisiche di Pavlovic e Loftus-Cheek, rispettivamente alle prese con una botta a una spalla e un trauma contusivo dietro un ginocchio durante la sfida al Vitality Stadium. Entrambi sono partiti con i compagni, ma se la presenza del serbo è indispensabile nel cuore della difesa (stringerà i denti), l’inglese è in ballottaggio con Jashari, leggermente favorito. Proprio come Hutchinson su Cisse e Bartesaghi su Estupinan. Amorim avrebbe voluto fare più cambi rispetto a giovedì, ma gli infortuni lo costringeranno a farne al massimo quattro. Chiederà un sacrificio a tutti i disponibili e Cardinale “spingerà” la squadra con la sua presenza.
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