Stasera contro il Genoa il difensore centrale bianconero è pronto a disputare la terza partita da titolare consecutiva, come non accadeva da un anno: merito del cambio modulo e dei numerosi infortuni, ma pure del suo spirito di resilienza
Una seconda vita. Frutto di resilienza e voglia di non mollare nonostante un impiego ridottissimo da più 8 mesi. Con una facile battuta, si potrebbe dire che sarebbe semplice per lui, che, nomen omen, dovrebbe averne fino a sette. Nell’ultima settimana, complici l’ecatombe di infortuni e il cambio di modulo varato da Spalletti, Federico Gatti si è ripreso la Juve.
juve, gatti e lo scarso impiego con spalletti
—Quelle contro Rennes e Lecce sono state le prime due presenze da titolare in due gare consecutive per il difensore centrale piemontese da fine febbraio ad oggi: per ritrovare un impiego simile, infatti, dobbiamo risalire alle partite contro Como in campionato e Galatasaray in Champions League, nella serata nella quale, segnando la rete del momentaneo 2-0 aveva dato la speranza ai bianconeri di ribaltare il 5-2 dell’andata, poi spenta nei supplementari da Osimhen. Stasera, contro il Genoa, Gatti è pronto a fare tris, come non gli succede addirittura da un anno esatto: le ultime tre volte di fila in cui era stato in campo dall’inizio con maglia juventina erano state a cavallo tra la fine della gestione Tudor, l’intermezzo di Brambilla e l’inizio dell’avventura di Spalletti sulla panchina bianconera. Lazio, Udinese e Cremonese il trittico delle avversarie contro cui Gatti aveva guidato la difesa della Juve, salvo poi finire piano piano indietro nelle gerarchie con il ritorno di Bremer dall’infortunio.
gatti, centravanti della disperazione della juve
—Talmente arretrato che, più che nel ruolo di difensore, il centrale piemontese era stato utilizzato come centravanti d’emergenza nei finali di partita, contando sulla sua capacità di incidere sulle palle inattive, figlia di un passato da attaccante. Così era arrivato il gol del 3-3 all’Olimpico contro la Roma nella scorsa stagione, che sembrava aver dato una svolta positiva alla corsa della Juve verso il quarto posto, allo stesso modo quello dell’1-1 all’Allianz contro il Milan alla 3ª giornata, che aveva evitato a Spalletti la prima sconfitta stagionale. Nel mezzo, la miseria di 189 minuti giocati in in 13 partite e un’estate di riflessione, per un calciatore che sognava di vestire la fascia di capitano della Juve con continuità (lo aveva fatto soltanto per 6 volte durante la gestione Motta) e ma era costretto ad ascoltare le sirene provenienti da Crystal Palace, Bournemouth e Turchia a causa dello scarso impiego a Torino. Gatti, però, non ha mollato quando sembrava facile farlo, è rimasto a lavorare ogni giorno alla Continassa nella convinzione di far cambiare idea a Spalletti e adesso, complici infortuni e cambio modulo, si è ripreso la Juve. E nutre la speranza che la sua seconda vita in bianconero sia appena cominciata…
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