Rodrigo Mora, da possibile caso a uomo della rimonta: così si è preso la Roma

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Il portoghese protagonista nella vittoria contro il Cagliari e della nuova linea verde lanciata dal tecnico giallorosso

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Ci ha messo la testa Rodrigo Mora. Lui che è alto appena un metro e sessantotto. E ce l’ha messa con un gol più difficile di quel che possa sembrare e che ha scacciato via di colpo quei vagiti di critica ascoltati  nelle ultime settimane. Ci ha messo la testa, dicevamo. Non solo sul gol del 3-2 della Roma, ma anche nell’assist a Malen e in quelle letture in verticale tra le linee tanto care a Gasperini. Così da possibile caso (vista l’esclusione dal primo minuto) Mora è diventato il protagonista di un’altra rimonta giallorossa e di quel manifesto giovane che la Roma sta portando avanti con successo nonostante l’impazienza di un paese che negli ultimi anni ha creduto poco ai ragazzi. Italiani e non.

GIOVANE DA RECORD

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Dopo Lulli e Pisilli, la squadra di Gasp ha sfruttato un altro asse under 23: assist di Ghilardi e testa di Rodrigo, che di anni ne ha appena 19. Questo non va dimenticato anche se il numero 86 aveva già segnato 16 gol col Porto dove è diventato il più giovane esordiente nella storia del calcio portoghese, all’età di 15 anni e 255 giorni. Poi l’arrivo di Farioli gli ha scombinato i piani tattici e per lui è stato meglio lasciare il suo luogo di nascita.  L’ex talento del Porto è arrivato in estate con una formula particolare su cui è giusto fare chiarezza.

LE CIFRE

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Si tratta di un trasferimento definitivo dei diritti di registrazione sportiva e del 50% dei diritti economici di Rodrigo Mora per un totale di 27 milioni di euro. Tradotto: 25 milioni fissi, più 2 milioni di bonus legati a determinate condizioni sportive non facili. Il passaggio sul 50% può però trarre in inganno. Perché Mora è tutto della Roma. La comproprietà, nel calcio italiano, non esiste più. Il Porto ha semplicemente mantenuto una parte dei diritti economici sul futuro del ragazzo. E qui c’è un altro aspetto interessante: la Roma ha “un’opzione per acquisire il restante 50% dei diritti economici del giocatore per un valore complessivo di 25 milioni di euro”. In altre parole, la Roma ha la possibilità di mettere le mani anche sul 100% dei diritti economici di Mora. Che, conti alla mano, per ora è costato meno di Soulé, Castro o Dovbyk.

LA MOSSA

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Le alte aspettative sono nate anche dall’impatto di Rodrigo sul campionato italiano: assist contro la Fiorentina, gol al Lecce e una buona prestazione con l’Atalanta. Poi qualche panchina mal digerita, qualche ingresso poco convinto (tranne col Real Madrid) e le prime critiche. Spazzate via ieri dal talento portoghese che ora sogna il salto in nazionale maggiore e che sarà chiamato a sostituire Dybala anche sabato ad Udine. Va detto che anche ieri i primi minuti di Mora non erano stati convincenti. E poi? Il cambio di posizione. E lì è stata riscritta la sua storia. E quella della partita. Il portoghese, infatti, era partito largo a sinistra. Non proprio la sua confort zone. Ma con il passare dei minuti Gasp gli dice di cambiare: Mora si accentra scambiandosi con Soulé,  si muove da trequartista e ritrova la magia. Il colpo di testa che fa esplodere l’Olimpico è il manifesto della serata, ma non racconta tutto. Ancora più emblematica è l’invenzione con cui apre la strada al gol del 4-2 di Malen. “Voglio lottare per essere titolare ma qui siamo tutti utili”, sorride Mora a fine partita indicando anche Ghilardi. Ora avrà un bel peso in meno sulle spalle.

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