Aree hospitality, insonorizzazione, decine di ristoranti che sostituiranno i classici camioncini dei panini: tutte le novità portate dallo stadio che verrà presentato oggi
E quindi, lo fanno davvero? Massì, davvero. Milan e Inter hanno tutta l’intenzione di costruire un nuovo stadio e poi – con calma, senza dirglielo perché altrimenti si offende – tirare giù San Siro nel 2033. I club oggi presenteranno al mondo il progetto del nuovo stadio, le prime immagini si vedranno probabilmente dopo cena, all’ora dei grandi posticipi, e c’è curiosità. Intanto, per la firma d’autore. La matita del disegno è di Norman Foster, un signore di 91 anni che ha progettato il nuovo Reichstag a Berlino, il Millennium Bridge a Londra, l’Apple Park di Cupertino, gli stadi Wembley e Lusail. Lo chiamano archistar, un architetto celebrato come una stella. Poi perché milanisti e interisti hanno una certa ansia. Tra sei anni si trasferiranno in una nuova casa e non l’hanno scelta loro nei siti delle agenzie immobiliari. Sarà all’altezza del vecchio caro San Siro? Meglio non pensarci.
che cosa ci colpirà
—Meglio non pensarci perché il fascino del vecchio San Siro non lo batterà nessuno, ma allo stesso tempo il nuovo stadio sarà moderno, al passo coi tempi, largamente più produttivo per le casse di Milan e Inter che, non per caso, sul progetto stanno investendo due miliardi. Questa sera vedremo forma, disegno della facciata e particolari sugli interni. Che cosa colpirà più di tutto? La facciata, il disegno esterno: una festa di colori, con led colorati e immagini che si compongono. Il rosso e il blu si alterneranno e segnaleranno chi c’è in casa, dietro le finestre chiuse. Altre cose le sappiamo già, ed è giusto riassumerle.
i numeri dello stadio
—Il nuovo San Siro sarà di forma ovalizzata – non più rettangolare – e ospiterà 71.500 spettatori, in aumento rispetto ai 60.000 previsti inizialmente. Uno dei cinque più capienti d’Europa. L’altezza dello stadio sarà leggermente inferiore ai 60 metri e una delle chiavi a livello finanziario sarà l’aumento dei posti hospitality, che saranno tra gli 8.000 e i 13.000 secondo livello di esclusività. Le aziende potranno affittare gli sky box, sale private in cui vivere il pre-partita.
La struttura
—L’impianto sarà rialzato: sorgerà su un podio, che permetterà di fare spazio a un’area parcheggi sotto il campo. Il tetto e il campo saranno fissi, non retrattili, e il prato non sarà coperto. Lo stadio sarà disposto su due anelli, non su tre come accade oggi, e l’inclinazione delle curve sarà di 37 gradi, come il Muro Giallo di Dortmund, per conservare l’impressione di stadio ripido, verticale, del San Siro attuale. Questa è la sfida: essere moderno senza perdere l’anima. Aumentare gli incassi senza trasformare lo stadio in un teatro. Portare il senso dello spettacolo dello sport americano senza lavare via il sangue milanese della rivalità tra cugini, con coreografie in dialetto (“Ti te dominet Milan”) e amici che nel giorno del derby non si parlano.
La fruizione
—Molto, moltissimo cambierà per i tifosi. All’interno dello stadio ci saranno decine di punti ristoro nei classici corridoi degli impianti internazionali, dai ristoranti ai chioschi dei fast food. Tempi duri per la salamella fuori dallo stadio. I bagni saranno moltiplicati (e in condizioni molto migliori…) rispetto alla situazione attuale. Le persone con disabilità avranno accesso a tutti i settori – oggi non accade – e ci saranno ascensori per raggiungere i diversi livelli dello stadio. È molto probabile che nell’area hospitality ci si possa spostare anche con le scale mobili. Alcuni dei posti Premium avranno accesso al Tunnel Club: gli iscritti potranno assistere all’ingresso in campo dei calciatori da un vetro.
La tecnologia
—Il nuovo San Siro avrà un nuovo nome – la sfida per vendere i naming rights, come accaduto con Allianz per la Juventus, è in corso – e sarà lo stadio più tecnologico d’Italia. Ci saranno maxischermi e, tra primo e secondo anello, correrà un anello di led in cui mostrare immagini della partita, statistiche, pubblicità. Milan e Inter hanno messo a budget circa 100 milioni per l’isolamento dell’impianto, che sarà il più possibile insonorizzato per ridurre l’impatto acustico sulle case di via Tesio, distanti poco più di 70 metri.
Dentro e fuori
—E allora, non resta che aspettare. Le prime immagini, come accadde con la Cattedrale, faranno uno strano effetto: “Bello, ma davvero lo stadio di Milan e Inter sarà questo?”. Normale. Non ci saranno travi rosse e rampe ma uno stadio è come una persona. Ti colpisce per l’aspetto ma poi conta che cosa c’è all’interno, che emozioni ti dà quando lo vivi in un sabato sera d’autunno, con 71.499 fratelli e cugini intorno, e una maledetta paura di perdere il derby.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
