Più di ogni altri, esiste un mestiere nel calcio italiano, che nessuno insegna nei corsi per allenatori e che pochi sanno svolgere davvero bene: quello del bomber di provincia, l’uomo che arriva in una piazza e la trasforma, gol dopo gol, in una macchina da promozione. Giancarlo Malcore lo fa da tredici anni, e lo fa così bene che il calcio dilettantistico italiano ha smesso di sorprendersi. Nato a San Donaci, in provincia di Brindisi, classe 1993, esordì nel Lecce giovanissimo, al “Via del Mare” contro il San Marino, in quella che sembrava la classica storia di un ragazzo destinato al grande calcio. Poi la strada si è fatta più tortuosa, come capita a tanti: Nocerina, Chieti, Paganese, fino al primo, vero salto di qualità con Cittadella e Carpi, dove ha assaggiato la Serie B con 24 presenze e 5 gol, incluso quello che nel 2017 gli permise di punire il Napoli di Sarri in amichevole. Un lampo, non ancora una consacrazione.
La vera trasformazione arriva più tardi, e paradossalmente scendendo di categoria. Dopo un 2020 anonimo alla Pergolettese, Malcore approda all’Audace Cerignola nel 2021, e lì succede qualcosa che ha del clamoroso: 48 gol in due stagioni tra girone H, Coppa e poule scudetto, un Pallone d’Oro di Serie D conquistato nel 2021-22 con 22 reti da capocannoniere, e la promozione in Serie C conquistata da assoluto trascinatore. Neanche la categoria superiore lo ferma: con la maglia gialloblù continua a segnare con costanza, arrivando a 28 gol complessivi in C. Un attaccante che sembra migliorare invecchiando, come il vino buono, capace di ripetersi puntualmente ogni volta che qualcuno gli affida le chiavi dell’attacco. Nel 2024 è il turno del Casarano, altra scommessa vinta: nonostante un avvio complicato da problemi fisici, da fine gennaio in poi mette a segno 12 gol decisivi, trascinando i rossazzurri alla promozione in Serie C con il titolo di capocannoniere del proprio girone. Il numero totale, tra Serie D e Lega Pro, parla da solo: 132 partite in terza serie con 33 reti, 111 in Serie D con 67 gol.
Ora la nuova sfida porta il nome di Altamura, e non è una sfida qualunque: Malcore è chiamato a trascinare una piazza pugliese verso la salvezza in un campionato di Serie C che, ogni anno, si conferma più duro del precedente. Non è più il ragazzo che sognava la Serie A al Via del Mare, ma un attaccante maturo, consapevole del proprio mestiere, capace di trasformare ogni categoria in cui approda in un palcoscenico su misura. La storia di Malcore, in fondo, racconta qualcosa che il calcio moderno fatica a comprendere: che non serve sempre bruciare le tappe per lasciare il segno, basta saper segnare, ancora e ancora, ovunque ti chiamino. Altamura ora scommette su questo, sulla fame di un bomber che a 32 anni ha ancora voglia di dimostrare, ancora una volta, che il gol non conosce età.
Fonte:TuttoC.com
