Inter, Lautaro torna ad allenarsi: e per il Monza…

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Il primo giorno ad Appiano dopo la finale persa: Chivu lo ha già chiamato e intanto si allena con Thuram e Stones

Giornalista

Niente battutine velenose o frecce scoccate in amicizia, anche perché la conoscenza nerazzurra è freschissima e la ferita mondiale sanguina ancora, sia sul corpo di Lautaro Martinez sia su quello del nuovo compagno John Stones. Entrambi hanno iniziato ieri le loro fatiche di stagione ad Appiano, luogo dell’anima per il capitano nerazzurro e centro di lavoro ancora tutto da scoprire per il difensore appena arrivato. Per questo ieri Lautaro ha ripreso solennemente possesso delle sue terre e fatto conoscenza dell’ormai ex City, a 25 giorni esatti dalla semifinale della Coppa del Mondo Argentina-Inghilterra: ad Atlanta i due si sono incrociati per l’ultima volta, allora il centravanti è piombato come uno sparviero alle spalle del centralone con la maglia dei Tre Leoni. Con una testata leggendaria ha completato la rimonta per la finale: il 2-1 dell’interista ha gonfiato l’orgoglio patriottico, come ogni vittoria contro gli odiati inglesi. Nello stesso tempo, la rete dell’interista ha depresso nel profondo lo stesso Stones e tutto il suo popolo, convinto che fosse arrivato il tempo di una festa mondiale attesa da 60 anni nel Regno Unito. Dopo quella notte di gloria Lautaro non si aspettava di certo di vedere l’intera finale con la Spagna dalla panchina, senza neanche lo straccio di un minuto per rovesciare il destino: anche per questo, e non solo per la sconfitta ai supplementari, la delusione è stata tremenda e non basteranno certo le ultime tre settimane di ferie a sbollirla. L’Inter, però, è la cura migliore in un caso di questo tipo: non può cancellare il passato, ma può permettere di costruire un futuro ancora glorioso. Lo stesso Stones avrà modo di parlare bonariamente dell’estate americana, ma ha già capito il peso specifico del suo nuovo capitano in tutto il mondo interista. 

il rientro

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Ogni ritorno dell’argentino nella casa madre nerazzurra è atteso, anzi bramato, figurarsi quest’ultimo, visto il recente vissuto sulle spalle di Martinez. È dunque iniziata la nona stagione del Toro ad Appiano, la quarta da capitano che ha la fame di sempre, forse perfino più del solito dopo 376 presenze e 175 gol messi a referto che lo elevano a terzo miglior marcatore della storia del club. Oltre a conoscere il collega inglese che lo proteggerà alle spalle oltre ogni ruggine in nazionale, Lautaro ha riabbracciato Marcus Thuram, altra metà della ThuLa pronta a riconnettersi nell’attacco titolare di Chivu, più il neopapà Petar Sucic e pure Manuel Akanji, altro reduce del Mondiale che ha evitato il viaggio stressante verso Asia e Australia. Per tutti una seduta personalizzata con cyclette, lavoro in palestra e prima sgambata in campo ripresa dai canali ufficiali del club. Mercoledì si riconnetteranno con il resto della squadra, tornata ieri mattina dopo 17 ore di volo da Perth in conclusione della tournée estiva. Per il capitano sarà l’occasione di rivedere vis a vis l’allenatore che aveva incrociato velocemente a Miami durante il Mondiale, anche se in realtà la comunicazione tra i due non si è mai interrotta. Terminate di fatto le vacanze, Lautaro ha già avuto modo di comunicare con Chivu sull’anno che verrà e sui nuovi piani di battaglia. 

nuova furia

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Il numero 10 è lo strumento attraverso cui il pensiero del romeno viene calato con successo nello spogliatoio: Martinez, bandiera ed esempio, indica la via e viene seguito da tutti. Nel frattempo, è tornato a parlare: “Felice di essere tornato. Per il nono anno con la stessa voglia e la stessa ambizione di sempre”, ha scritto sul suo canale, accanto ad un #ForzaInter come hashtag. Nelle ultime ore ha riempito il profilo con un crescendo di foto nerazzurre nelle stories, ancora prima di tornare ad allenarsi, quasi a mostrare al mondo la voglia di ricominciare. Da qui al 22 agosto, giorno del debutto in campionato con il Monza, la forma fisica non potrà mai essere brillante e Chivu lo sa: inizialmente, alla vigilia del derby australiano, il tecnico aveva lasciato intendere che non avrebbe potuto schierare subito la ThuLa dall’inizio, ma quelle considerazioni sono state subito annacquate nelle successive dichiarazioni post-vittoria con la Juve. Il tecnico sa bene quanto sia difficile privarsi delle sue punte principali, soprattutto dell’argentino che ritroverà furente dopo la panchina indigesta nella finale del MetLife Stadium: gli è mancato il bis Mondiale, non vuole fallire per nulla al mondo il bis scudetto.

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