Siamo solamente al quarto capitolo di un lunghissimo romanzo che conta ben trentaquattro giornate. In Serie D le sentenze autunnali lasciano spesso il tempo che trovano, ed è bene ribadire a chiare lettere che la strada verso l’unica poltrona per la Serie C è un’infinita e logorante maratona. Tuttavia, la classifica del Girone H inizia a regalarci i primi strappi importanti, delineando i volti delle corazzate e svelando le prime, preoccupanti crepe per chi staziona nei bassifondi.
A guardare tutti dall’alto verso il basso, a punteggio pieno con 12 punti, c’è un’inarrestabile Virtus Francavilla. I pugliesi superano un esame di maturità pesantissimo andando a vincere per 1-2 sul difficile campo del Martina Franca. A indirizzare la gara ci pensano Russo e Mungo a cavallo dei due tempi, rendendo vano il momentaneo pareggio dal dischetto di Silvestro. Per l’attaccante del Martina è la terza rete in due gare (reduce dalla doppietta al Real Aversa), ma non basta a fermare la capolista, che lancia il primo vero guanto di sfida al campionato.
Nel ruolo di prima inseguitrice (9 punti) si conferma il Bisceglie. I nerazzurrostellati archiviano con un perentorio 3-1 la pratica Nocerina, mandando a segno Hernaiz Dashner, Taccogna e il solito Pinto, al suo secondo gol consecutivo. Alla Nocerina (ferma a 7 punti) non basta la rete della bandiera del clamoroso Cardella: l’attaccante molosso è in uno stato di grazia irreale, essendo andato a segno in tutte e quattro le giornate fin qui disputate (con ben due doppiette all’attivo).
A quota 8 punti si forma il tandem composto da Gravina e Turris. I murgiani non vanno oltre il 2-2 casalingo contro il Real Forio (salito a 7): alla splendida doppietta ospite di Teyou, il Gravina risponde con Urso e con il guizzo del solito Qeros, che ritrova la via del gol dopo la doppietta della prima giornata. Fa festa piena invece la Turris, che compie un blitz esterno (1-2) affondando il Brindisi grazie alle reti nel primo tempo di D’Agostino e, nella ripresa, di Bangal.
Se la vetta corre, la pancia della classifica regala fuochi d’artificio. La palma di partita più folle del weekend va senza dubbio allo scontro tra Palmese e Real Aversa, chiuso sul 3-4 per i campani (ora a 7 punti). Alla Palmese non è bastato un super Molina Gonzalez, autore di una letale doppietta in avvio di ripresa, e nemmeno la rete all’89’ di Bottalico. Il Real Aversa ha gettato il cuore oltre l’ostacolo trovando il gol vittoria al 50′ del secondo tempo con Della Pietra, al culmine di una gara infinita in cui avevano timbrato il cartellino anche Faella, Pecchia e Felleca.
Vittoria al cardiopalma (3-2) anche per il Gladiator (6 punti) ai danni della Fidelis Andria: decisiva, dopo le reti di Orefice e Liguori, la zampata di Romano al 46′ della ripresa.
Da segnalare anche la domenica d’oro dei bomber di metà classifica: il Melfi (4 punti) ribalta l’FC Francavilla per 2-1 trascinato da una doppietta di Sane in avvio di secondo tempo, mentre il Nardò sbanca Ischia per 1-2 affidandosi alla chirurgica doppietta di Trombino. Sale a quota 5 punti il Manfredonia, che archivia con un secco 3-0 l’Ebolitana: brilla ancora Santarpia (in gol anche alla prima giornata), seguito da Sainz-Maza e Balba.
Spostandoci nei meandri della zona play-out e retrocessione, l’allarme inizia a suonare forte. Fidelis Andria e Ischia chiudono la classifica a quota 1 punto, vittime di due sconfitte dolorosissime (i pugliesi beffati al 91′, i campani superati in casa). Restano impantanate a 3 punti anche Brindisi e FC Francavilla. Chiudere la graduatoria in questo momento non è ovviamente una condanna definitiva, ma rappresenta un campanello d’allarme assordante.
Con 30 battaglie ancora da combattere, la Virtus Francavilla ha dimostrato di avere compattezza e cinismo da vendere, ma il plotone delle inseguitrici è agguerrito e distante solo un battito di ciglia. Nelle retrovie, il tempo per rimediare c’è tutto: tuttavia, le squadre invischiate nei bassifondi devono ricordarsi fin da ora che in Serie D nessuno aspetta, e i punti bruciati in queste prime giornate di settembre rischiano di pesare in maniera insostenibile quando arriverà la primavera.
