I giallorossi lo scorso anno in A erano penultimi adesso sono i migliori. Bene Mora, Dybala è indietro
Ci sono i 14 gol segnati, le sei perle di Donyell Malen e i quattro assist di Paulo Dybala. E c’è anche la sensazione – diffusa – di una squadra votata completamente all’attacco, che pressa e stringe d’assedio gli avversari per cercare di fargli male, ad iniziare dal recupero alto del pallone. Ma per spiegare l’attuale primato della Roma (seppur in coabitazione con Inter e Lazio) bisogna andare anche oltre e trovare la verità altrove. E cioè nella fantasia, nell’istinto, nella tecnica pura. E, di conseguenza, anche nei dribbling, che poi sono un po’ il sale del gioco offensivo di Gian Piero Gasperini, uno che ama l’uno contro uno, il face to face . E con loro, ovviamente, la spregiudicatezza offensiva, volta sempre a cercare la superiorità numerica, fattispecie basilare per rendere pericolose tante delle sue giocate studiate a tavolino.
Il confronto
—E probabilmente la vera crescita giallorossa ce la danno proprio i dati sui dribbling riusciti, un fondamentale tecnico dove la Roma nella scorsa stagione era ad esempio fortemente in difficoltà (basti pensare che nella speciale classifica lo scorso anno ha chiuso la stagione al 19° posto assoluto) e che invece adesso la vede addirittura primeggiare. È vero che sono passate solo cinque giornate di campionato e il dato è relativo, ma intanto la squadra di Gasperini è passata dal 39,2% di dribbling riusciti dello scorso campionato al 61,73% di questo primo scorcio di Serie A. Un miglioramento di oltre il 50%, che permette ai giallorossi di essere davanti ad Inter, Como, Torino e Lazio. E che, evidentemente, li aiuta anche ad essere altamente pericolosi. Insomma, magari non tutti i 14 gol arrivati finora in campionato saranno nati da un dribbling completato, da un uno contro uno, ma sicuramente tante delle azioni pericolose costruite dalla Roma contro Fiorentina, Lecce, Atalanta, Torino e Inter nascono proprio da questo aspetto. Che poi è quello dove voleva migliorare Gasperini. E dove il tecnico spera di fare ancora un ulteriore salto di qualità a gennaio, quando il ds Tony D’Amico proverà a regalargli il famoso trequartista sinistro di piede destro. Che, appunto, nei desiderata del tecnico deve avere proprio il dribbling e l’uno contro uno.
I singoli
—Tra i giallorossi, tra l’altro, ci sono anche dei dati sorprendenti. Nel senso che uno si aspetterebbe che Dybala fosse in vetta a questa classifica ed invece l’argentino è addirittura ottavo all’interno della rosa della Roma, con appena una media di 0,9 dribbling riusciti a partita (ed una percentuale bassissima, solo il 30,8% di quelli tentati). Ed invece in vetta ci sono Malen e Soulé, con 2,6 dribbling completati a testa a partita. Anche se l’olandese è davanti perché ha una percentuale più alta, con il 66,7 %rispetto al 61,5% dell’argentino. Quello che sorprende davvero, però, è vedere chi viene dietro la coppia di testa. Al terzo posto c’è infatti Rodrigo Mora, che non è una novità in tal senso, ma i suoi 2,1 dribbling di media a partita sono comunque un dato importante in relazione al minutaggio più basso che il portoghese ha fin qui avuto rispetto – ad esempio – alla coppia di giocatori che lo precede. Al quarto posto, invece, c’è addirittura un difensore, Daniele Ghilardi, con 1,9. Un dato che nasce sopratutto dal fatto che Ghilardi ogni volta che ha giocato lo ha fatto come braccetto, ruolo a cui Gasp chiede di spingersi continuamente in fase offensiva. Ed, evidentemente, Ghilardi lì davanti se l’è anche saputa cavare bene. Poi due esterni di centrocampo come Wesley e Lulli, a dimostrazione di come i quinti funzionino molto meglio rispetto alla scorsa stagione. Insomma, il primato della Roma nasce anche da qui. Dai dribbling riusciti…
© RIPRODUZIONE RISERVATA
