Sembra la scena di un poliziottesco, invece è cronaca del 1971: Rovatti è in banca a depositare mezzo milione quando entra un uomo con passamontagna e pistola spianata. E a quel punto gli viene un’idea geniale…
Sono tempi, quelli, di rapine alle banche che nelle pagine della cronaca cittadina occupano poco spazio, perché si susseguono, giorno dopo giorno, e non ci scappa il morto non fanno più nemmeno notizia. E’ la coda lunga del boom economico, con l’Italia che – dopo l’entusiasmo del dopoguerra che ha favorito una crescita felice – cambia faccia, scopre le zone d’ombra, si incupisce e si incattivisce. Di lì a poco arriveranno gli “Anni di piombo” a catalizzare tutte le tensioni che ancora ristagnano sotto la superficie, ma in quell’inizio di autunno del 1971 – il periodo in cui è ambientata la storia che stiamo per narrare – possono succedere, a Milano come in qualsiasi altra città italiana, cose da film.
