Adrien è il centrocampista che ha segnato più gol in A: 4. Cardinale ha apprezzato e lo aspetta per la firma
C’è un leader imprescindibile nel Milan e non è Luka Modric con la sua straordinaria aura. Non è neppure Maignan, capitano decisivo nel successo contro l’Atalanta. Il protagonista in questione è un recordman e non è Gonçalo Ramos, nonostante la spesa da primato per averlo in estate dal Psg e neppure il baby Cisse, cannoniere a sorpresa dell’inizio di stagione rossonero. L’indispensabile è Adrien Rabiot che corre, lotta, segna e si fa sentire anche una volta superato il novantesimo.
Grandi numeri
—Partiamo dal campo: con tre gol e due assist nelle ultime uscite, Adrien ha preso parte ad almeno una marcatura per quattro match di fila per la prima volta in carriera nei maggiori cinque campionati europei. Non l’aveva fatto con la Juventus e neppure prima con il Psg. Ce l’ha fatta al Milan, primo centrocampista a riuscirci con la maglia rossonera in A da Hakan Calhanoglu, allora a dicembre 2020. E ancora: Rabiot è sia il centrocampista con più gol realizzati in questa Serie A (quattro) che quello con più partecipazioni attive nel massimo campionato in corso (sette, 4 gol e 3 assist); in generale, nessun pari ruolo è stato coinvolto in più marcature nei grandi tornei europei. Adrien ha iniziato al debutto a Torino: assist e gol. Altro passaggio vincente con la Lazio e a segno consecutivamente con Lecce, Sassuolo e Atalanta (con assist incluso); un tocco per mandare in porta Cisse anche nell’ultima sfida di Europa League al Salisburgo.
Ovunque
—Rendimento costante mentre tutto intorno il contesto cambia: Adrien funziona sia che venga utilizzato più avanti o da mezzala, da trequartista a supporto di Ramos o più indietro a cucire i reparti. Due sere fa ha fatto di tutto, compreso usare parole forti verso i compagni: «Con un secondo tempo del genere, il primo, bellissimo, non vale niente. Fortunatamente abbiamo vinto ma non so se lo meritiamo così tanto. Non possiamo crollare in questo modo, non è una questione fisica ma di testa, abbiamo abbassato l’attenzione. Dobbiamo migliorare sulla mentalità. Anche chi entra deve dare di più». I subentrati di domenica erano stati Estupinan, Jashari, Loftus-Cheek, Hutchinson e Tomori.
Foga agonistica
—Una smania che Rabiot aveva mostrato anche, anzi sopratutto, in partita e che l’aveva portato all’ammonizione per proteste. A cui era seguito il gol del raddoppio con esultanza dedicata… all’arbitro: prima di abbandonarsi all’abbraccio dei compagni, era passato nei pressi di Chiffi con aria di sfida. Adrien non è comunque rimasto impunito come voleva far intendere Sarri, allenatore dell’Atalanta ultima avversaria: «Ho scoperto qui che ci sono giocatori che possono mandare a fan…l’arbitro» aveva detto. Rabiot in realtà si è visto sventolare il giallo e per poco non raddoppiava: ha evitato l’espulsione grazie all’intervento in pressing dei compagni, che lo hanno allontanato dalla zona rossa.
Futuro rossonero
—Cardinale, dalla tv, ha ovviamente apprezzato la sua prova: ora il prossimo impegno fuori dal campo riguarderà la trattativa per il rinnovo del contratto. L’attuale scadenza è fissata nell’estate 2028, con opzione annuale. Il prolungamento posticiperà la fine della storia di un paio di stagioni, con la solita possibilità di estendere l’accordo di un’ulteriore stagione.
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