Il ds biancoceleste: “Anche nelle guerre esistono le tregue, non è un problema di botteghino ma di vivere un clima di festa”. Ma arriva subito la risposta…
Botta e risposta. La Lazio, tramite il direttore sportivo Angelo Fabiani, ha fatto sapere di auspicare che la protesta dei tifosi termini presto. Dopo quasi un anno in cui i sostenitori disertano l’Olimpico, la società vorrebbe vivere il momento positivo del campo (la squadra è prima in classifica con l’Inter) con la propria gente.
LO SFOGO
—“Domenica, a Torino, c’è stato uno spettacolo nello spicchio dello stadio riservato ai nostri sostenitori, con la gioia dei ragazzi di condividere con la propria gente la vittoria conquistata contro la Juve – ha spiegato Fabiani -. Vivo l’Olimpico vuoto come una sconfitta, un macigno, mi pesa molto. Roba da non dormirci la notte. Rifacendomi a situazioni molto più serie di queste come le guerre, penso che esistano le tregue. Prendiamoci una tregua, anche mantenendo ognuno il proprio punto di vista. Sarebbe importante per i nostri giocatori, così come per l’allenatore. Non c’è un problema di botteghino, non lo dico per una questione economica. Ma mi piacerebbe vedere già da sabato, contro il Parma, uno stadio pieno. Mi piacerebbe vivere un ambiente festoso. Da questo campionato mi auguro nasca una tregua. Sarebbe la vittoria più grande mai ottenuta”.
orgoglio
—Fabiani è inevitabilmente soddisfatto per l’avvio di stagione della Lazio: “Però non significa nulla – spiega -. Il cammino è ancora lungo e ci sono tantissime insidie. Ci godiamo questo momento ma con moderazione. Questa squadra sta divertendo, ha idee chiare. I ragazzi stanno incarnando lo spirito battagliero di Gattuso, perché Rino è tra i più amati in Italia per le sue gesta in Nazionale e per le vittorie”.
la risposta
—La tifoseria organizzata però ha risposto immediatamente, ribadendo che la protesta non è legata ai risultati ma alla gestione del club e che alla stessa non aderiscono solo i sostenitori più caldi. Per questo, affermano, “non ci può essere una tregua”.
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