La giovanissima portiera ha esordito domenica 1° novembre con la maglia nero-oro: due gol subiti e una parata straordinaria. Dietro la scelta di difendere una porta c’è anche il ricordo del nonno, che condivideva la sua stessa passione per il ruolo.
Ruvo di Puglia: Ci sono esordi che vanno oltre il risultato del campo. Quello di Alessia Fracchiolla, 15 anni, giovane portiera dell’Invicta Women, è una storia di passione, emozioni e affetti familiari. Domenica 1° novembre ha indossato per la prima volta in una gara ufficiale la maglia nero-oro, vivendo una giornata destinata a rimanere nei suoi ricordi. Due gol subiti, una parata straordinaria e l’emozione di chi vede finalmente realizzarsi un sogno.
La sua passione per il calcio nasce in famiglia, osservando il papà e i cugini giocare. Ma c’è un particolare che rende questa storia ancora più significativa. Qualche mese fa Alessia ha scoperto che anche suo nonno amava il calcio e, soprattutto, il ruolo del portiere.
«A dire la verità non avevo mai considerato questo la vera motivazione per cui avevo iniziato ad amare il calcio, fino a qualche mese fa, quando ho scoperto che anche mio nonno amava questo sport e specialmente il ruolo di portiere. Visto che il mio carattere rispecchia molto il suo, ho deciso di associare la mia passione per il calcio a lui».
Una scoperta che ha dato un significato ancora più profondo alla sua scelta. Per Alessia, stare tra i pali non significa soltanto difendere una porta, ma anche mantenere vivo un legame affettivo attraverso uno sport che è diventato parte della sua vita.
L’avventura con l’Invicta Women è cominciata con un’altra emozione: quella di ricevere la prima maglia nero-oro.
«Quando ho aperto la busta contenente la mia maglia ho provato una forte gioia, ma allo stesso tempo un senso di responsabilità», racconta la giovane portiera, ricordando un momento che ha segnato l’inizio concreto del suo percorso sportivo.
Poi è arrivato il debutto. Una prima partita vissuta tra emozioni e responsabilità, con due reti incassate ma anche un intervento di grande valore. Una parata straordinaria, un vero miracolo tra i pali, che ha rappresentato uno dei momenti più significativi della sua giornata. Per una portiera così giovane, anche le difficoltà diventano parte di un percorso di crescita, fatto di esperienza, allenamento e fiducia nelle proprie capacità.
Importante anche l’accoglienza ricevuta nello spogliatoio. Alessia ha trovato nelle compagne un punto di riferimento e un sostegno prezioso per affrontare i primi passi nel calcio.
«Le mie compagne di squadra mi aiutano molto in tutto, dandomi consigli e supportandomi a ogni errore. Mi ritengo molto fortunata a essere capitata con loro in squadra perché sono, dalla prima all’ultima, uniche, dolci e simpaticissime».
Parole che testimoniano il valore del gruppo e il clima che la giovane calciatrice ha trovato nella società nero-oro. Un’esperienza che Alessia vive con particolare orgoglio.
«Per me fare parte dell’Invicta significa molto, essendo stato il calcio sempre il mio sogno. Sono orgogliosa di fare parte di questa società perché è molto coinvolgente, competitiva e giusta».
Nessuna fretta di arrivare, ma tanta voglia di migliorare. Il futuro è tutto da costruire, partendo dalla quotidianità degli allenamenti e dalla disponibilità ad ascoltare i consigli del mister e delle compagne.
«Spero di migliorare ancora di più, cercando di non saltare nessun allenamento e dare più soddisfazioni al mister, alla società e a me, ma soprattutto alla squadra».
Un percorso che Alessia affronta con entusiasmo e determinazione, consapevole che ogni esperienza, anche quella più difficile, può trasformarsi in un’occasione di crescita.
Il suo messaggio alle ragazze della sua età che desiderano avvicinarsi al calcio è altrettanto chiaro: non bisogna avere paura di cominciare.
«Direi loro di buttarsi, perché se qualcuno ama e desidera veramente qualcosa cerca fino in fondo di raggiungere i suoi obiettivi. Non importa se inizierà da zero perché, se si impegnerà senza insicurezze, arriverà con certezza al suo traguardo».
QUELLA PORTA, UN SOGNO E IL RICORDO DI UN NONNO
La storia di Alessia Fracchiolla non si esaurisce nei novanta minuti di una partita. A 15 anni ha davanti a sé un percorso tutto da scrivere, tante partite da giocare e altrettante emozioni da vivere.
I due gol subiti domenica non devono cancellare la soddisfazione di una prima esperienza importante, così come quella straordinaria parata rappresenta soltanto uno dei tanti momenti che potranno accompagnarla nella sua crescita sportiva.
Ma c’è un dettaglio che rende il suo esordio diverso da tanti altri. Tra quei pali Alessia porta anche il ricordo di suo nonno, scoperto attraverso una passione condivisa e trasformato in una motivazione speciale.
Forse ogni volta che indosserà i guanti e si sistemerà davanti alla porta penserà anche a lui. Forse quella parata di domenica avrà custodito, per un istante, anche un pensiero dedicato a una persona importante.
Non è possibile saperlo. Ma una cosa è certa: Alessia ha trovato nel calcio un modo speciale per sentirlo vicino.
E così, mentre il suo cammino con l’Invicta Women è appena cominciato, quella porta da difendere diventa anche il luogo dove custodire un sogno, un affetto e un ricordo.
Perché nel calcio si possono contare i gol, le parate e i risultati. Ma ci sono emozioni che nessun tabellino riuscirà mai a raccontare fino in fondo.
Antonio Aiello – Ufficio Stampa INVICTA WOMEN
