Napoli, con Kvaratskhelia e Raspadori non è più dipendente da Osimhen

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La squadra di Spalletti è come una spaventosa macchina da gol, ha assunto un’identità forte e il gioco fluisce senza intoppi

Victor Osimhen è rientrato e Luciano Spalletti, se volesse, potrebbe cimentarsi in un magnifico rebus, la composizione di un tridente con Kvaratskhelia, Raspadori e il centravanti nigeriano. In teoria nulla di impossibile, basterebbe risistemare il sistema, passare al 4-2-3-1, assetto nelle corde della squadra, con Raspadori trequartista dietro Osimhen, in un ruolo che gli è naturale perché l’ha già interpretato al Sassuolo. In pratica, e nell’attesa di essere smentiti già oggi, non crediamo che Spalletti tocchi il 4-3-3, almeno in partenza. La squadra ha assunto un’identità forte, il gioco fluisce senza intoppi.

Il Napoli ha saputo andare oltre Osimhen, è questa la verità. Ha ridotto la dipendenza dal colosso africano. Un anno fa, tra l’infortunio al volto e la Coppa d’Africa poi svanita, sembrava che non si potesse prescindere da…

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