Alino Diamanti: “Io, l’Australia, la Toscana, gli juventini, il Bologna, l’Italia”

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Quarant’anni a maggio, Alino a tutto campo: “Il rigore di Euro 2012? Ricordo con più piacere Bologna-Novara. Vorrei che il Napoli vincesse lo scudetto, un popolo che se lo merita. Mancini come il mio? Mi piace Dimarco”

Alino Diamanti ci arriva prima. Dribbla, anticipa la domanda o la elude con l’inglese “fifty-fifty”: “L’ho imparato per le strade, i tanti italiani qua in Australia lo apprezzano. Poi ti viene più facile perché non ti guardano male se sbagli una parola”. La sua, più che una chiacchierata, è una lezione di filosofia da primo semestre universitario: concetto, spiegazione, esempio. Non necessariamente in quest’ordine. Si parla di inglese, case del popolo, toscanismi, partite a Bologna, Dybala “e poi boh”. Poi Diamanti ti prende per mano e ti trasporta sulle montagne russe, costeggiando una punizione sotto l’incrocio in Australia e un pomeriggio-salvezza a Livorno.

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