Vialli, campione a modo suo. L’editoriale del direttore Stefano Barigelli

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Sempre fedele a se stesso, bravo a trasformarsi e a non vivere i sogni degli altri, un fuoriclasse che non ha mai annoiato e non si è mai annoiato

Non c’è modo di accettare una perdita, nemmeno quando è annunciata. Chi non ha fatto il tifo per Gianluca Vialli in questi anni? L’abbiamo abbracciato tutti, la notte di Wembley, un secondo dopo che un gruppo di ragazzi azzurri sfavoriti e fischiati per oltre centoventi minuti aveva incenerito la presunzione inglese. Sembrava fosse venuto a capo della malattia, come era venuto a capo di un Europeo che non dovevamo vincere e invece avevamo vinto. Ma non è stato così, anche se ha combattuto, con quanta forza gli restava, un tumore terribile per strappargli fino all’ultimo minuto possibile.

Vialli non si è mai rassegnato alla vita, almeno non a quello che la vita gli proponeva. Poteva scegliere un’esistenza borghese, tranquilla, nella facilità di una famiglia agiata di provincia. Invece scelse il calcio, la sua passione….

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