Taranto, Capuano: ”Lotteremo per il nostro popolo. Crediamo di passare il turno”


Ezio Capuano, allenatore del Taranto, si presenta davanti ai giornalisti per parlare della partita di ritorno contro il Vicenza in programma sabato 18 maggio alle ore 21. Ecco le sue dichiarazioni:

Sulla partita di sabato: ”Ci crediamo e non c’è nulla di impossibile. Giocheremo contro una squadra forte e lo sappiamo. La stiamo preparando in un modo diverso ma con la convinzione di poter passare il turno. Sarà non facile ma dobbiamo provarci e lo dobbiamo fare per questo popolo. L’altro giorno abbiamo visto qualcosa di unico per un campionato di Lega Pro. Un pubblico straordinario. Abbiamo le nostre armi per provare a fare la partita per vincere. Dobbiamo provarci altrimenti staremmo già in vacanza. Andremo a Vicenza per fare l’impresa”

Sulle motivazioni: ”A livello mentale ed emozionale potrebbe essere facile preparare la partita. Al termine del match d’andata ho visto i miei ragazzi con le lacrime agli occhi. Ho detto loro che un entusiasmo del genere allo Iacovone non si vedeva dai tempi di Taranto-Catania di 22 anni fa. Al termine della sfida di martedì, però, dagli spalti sono piovuti solo applausi. Abbiamo fatto qualcosa di impensabile, tra mille difficoltà. Anche domani saremo scortati da tantissima gente, davanti a un pubblico importantissimo come quello di Vicenza e contro una squadra allenata da un ottimo tecnico. Sarà una bella partita, entusiasmante. Lotteremo fino all’ultimo secondo per non tornare a casa con qualche rimpianto

Sulla formazione: ”Quando sei costretto a vincere devi fare scelte diverse, come all’andata. Varierò qualcosa in base a quanto visto l’altro giorno. Non saremo una squadra garibaldina, andremo avanti con le certezze che ci hanno già spinti verso un’impresa. Per esempio, potremmo scendere in campo con il 4-2-3-1: schiererò chi starà meglio fisicamente, anche a scapito di qualche giocatore fortissimo”

Sull’ambiente rossoblù: ”Sul campo ho compiuto un’impresa indimenticabile, ma ho stravinto anche fuori. Quando sono arrivato non si parlava di calcio, mentre ora ho ridato senso di appartenenza alla città, anche grazie al presidente Giove. Ho ritrovato una delle città più belle d’Italia, colpita e offesa in maniera indegna. Ho onorato Taranto contro tutto e tutti: questa città non può stare più di 30 anni senza Serie B. La lunga assenza dalla cadetteria, però, deve portare a qualche domanda. Ora si respira un’aria diversa e tutti dovrebbero ragionare sull’onda di questo entusiasmo”

Fonte:TuttoC.com

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